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L’ANGELO LUNARE E ARTEMIS II

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Francesco Guadagnuolo ARTEMIS e LANGELO LUNARE

Un’immagine che si espande, un cosmo che si apre, una parola che trova la sua orbita

Redazione-  L’opera pittorica L’Angelo Lunare e Artemis II di Francesco Guadagnuolo – olio, acrilico e collage – è il punto di origine di questa narrazione. Ma chiamarla “opera” è riduttivo: è un campo di forze. È un luogo in cui la storia dell’Apollo 11 (16 luglio 1969) e dopo oltre 50 anni, la promessa di Artemis II (1 aprile 2026) e la presenza enigmatica dell’Angelo Lunare s’incontrano in una vibrazione che non appartiene più alla tela.

È qui che entra in gioco il Transrealismo, non come stile, ma come metodo di attraversamento. Il Transrealismo non rappresenta la realtà: la trasporta in un’altra frequenza. Non descrive ciò che si vede: rivela ciò che vibra dietro ciò che si vede.

Nel quadro, la prima pagina del New York Times (21 luglio 1969) dell’Apollo 11 diventa un fossile luminoso della memoria terrestre; Armstrong non è più un uomo, ma un segno; Artemis II non è una missione, ma una domanda orbitale; l’Angelo Lunare non è un personaggio, ma una presenza che inclina lo spazio.

Il romanzo che segue non nasce dalla scrittura. Nasce da un’immagine che non voleva restare immagine. Nasce da questa stessa logica: non racconta un viaggio nello spazio, ma un viaggio attraverso le forze che rendono possibile lo spazio. Ogni capitolo è un incontro: Gravità, Traiettoria, Sospensione, Vuoto, Entropia, Materia Oscura, Radiazione di Fondo. Non come concetti scientifici, ma come presenze transrealiste: entità che esistono tra fisica e metafisica, tra percezione e simbolo.

L’Angelo Lunare è il punto di contatto tra questi mondi. Non è un protagonista: è un medium. Non è un essere: è una curvatura. Non è un simbolo: è una frequenza.

L’osservatore e il lettore non entra nella storia: entra nell’orbita.

L’ANGELO LUNARE E ARTEMIS II

Romanzo breve di Francesco Guadagnuolo

INFANZIA ORBITALE

Incontro con la Gravità

Nell’orbita Lunare, sospeso in un angolo remoto del cielo, in una sezione isolata dell’atmosfera vive l’Angelo Lunare. Il nostro Satellite non è un Pianeta come gli altri: è un insieme di frammenti che sembrano respirare, un luogo dove la Gravità parlava senza voce.

La Gravità non aveva forma, ma curvava ogni gesto dell’Angelo, come se lo stesse modellando.

Un giorno, l’Angelo chiese: «Perché non posso partire?». La Gravità rispose come un’eco che non apparteneva a nessun luogo: «Perché non sei ancora completo. Io non trattengo: do forma».

In mano c’era una margherita luminosa, che pulsava come una piccola stella, e un foulard di particelle che cambiava colore in base ai pensieri. La Luna lontana lo attirava, ma non come un luogo: come un enigma.

L’Angelo Lunare non lo sapeva, ma stava imparando la prima legge del cosmo: ciò che ti trattiene è anche ciò che ti prepara.

PONTE DI LUCE

Incontro con la Traiettoria

Quando gli astronauti apparvero, non portarono solo tecnologia: portarono un modo diverso di leggere il cielo. Dietro di loro, Artemis II saliva come una domanda che aveva trovato il suo momento.

Fu allora che la Traiettoria si manifestò. Non come linea, ma come presenza: una geometria viva che si tendeva tra Terra e Luna.

«Io esisto solo quando tutto si allinea», disse. «Non sono un percorso: sono un accordo».

L’Angelo Lunare comprese che il cosmo non concede partenze premature. Ogni viaggio è un patto tra forze che devono riconoscersi.

DIALOGO IN MICROGRAVITÀ

Incontro con la Sospensione

Quando lasciarono la Terra, la gravità diminuì fino a diventare un ricordo. L’Angelo Lunare e gli astronauti fluttuavano e la Sospensione li avvolgeva come un pensiero che non vuole precipitare.

«Perché non scendete sulla Luna?» chiese l’Angelo.

La risposta non venne solo dal Comandante, ma dalla Sospensione stessa: «Perché la comprensione richiede distanza. Toccare è un atto violento. Orbitare è un atto di ascolto».

L’Angelo Lunare capì che la microgravità non era assenza di peso: era una condizione mentale. Un luogo dove ogni domanda prende massa.

LUNA PENSIERO

Incontro con il Vuoto

Quando Artemis II eseguì la TLI, la Luna sembrò dissolversi in un alone di luce. Al suo posto apparve un centro vuoto, luminoso, come se il cosmo avesse deciso di mostrare la sua parte più segreta.

Il Vuoto non era silenzio: era memoria allo stato puro.

«Io sono ciò che resta quando il simbolo si dissolve», disse. «Non cercate un luogo: cercate ciò che il luogo significa».

Gli astronauti orbitarono attorno a quel centro invisibile, come idee che cercano forma. L’Angelo Lunare sentì che il viaggio non era più verso la Luna, ma verso ciò che la Luna custodiva.

ENTROPIA

Incontro con la Freccia del Tempo

Più si allontanavano dalla Terra, più il cosmo sembrava cambiare consistenza. Fu allora che incontrarono l’Entropia: non una figura, ma una presenza che faceva vibrare ogni cosa.

«Io aumento», disse. «Non per distruggere, ma per aprire».

Gli astronauti sentirono i loro strumenti oscillare, i dati diventare più complessi. L’Angelo Lunare percepì che nulla sarebbe tornato com’era.

«Ogni viaggio è un ordine che si scioglie», continuò l’Entropia. «Solo ciò che accetta di cambiare può continuare».

Il mistero cresceva. E con esso, la consapevolezza che il cosmo non era un luogo neutro: era un processo.

MATERIA OSCURA

Incontro con la Forza Invisibile

A metà del viaggio, quando la luce delle stelle sembrava indebolirsi, qualcosa li avvolse. Non era minaccia: era sostegno.

La Materia Oscura parlò senza mostrarsi.

«Senza di me, tutto si disperderebbe».

L’Angelo cercò di vederla, ma non c’era nulla.

«Perché non ti mostri?» «Perché non ho bisogno di essere vista per essere reale».

Gli astronauti compresero che il cosmo è tenuto insieme da ciò che non si vede. E che spesso, anche nella vita, ciò che sostiene non ha volto.

RADIAZIONE DI FONDO

Incontro con la Voce più Antica

Quando entrarono in una regione di spazio più rarefatta, un sussurro li attraversò. Non era suono: era temperatura, memoria, vibrazione.

La Radiazione di Fondo parlò come un respiro antico.

«Io sono ciò che resta del primo lampo». «Sono ovunque, anche dove credete che non ci sia nulla».

L’Angelo Lunare sentì un calore tenue, come un ricordo che non apparteneva a lui. Gli astronauti capirono che stavano ascoltando la nascita dell’universo.

Il mistero non diminuiva: si espandeva.

RITORNO

Incontro con il Significato

Quando la missione giunse al suo apice, non trovarono una risposta. Trovarono una curvatura.

Il cosmo non aveva offerto soluzioni ma incontri. Non aveva spiegato: aveva mostrato.

L’Angelo Lunare guardò la Luna – ora non più oggetto ma pensiero. La margherita luminosa era ancora massa. La Terra, nostalgia.

E il cosmo, tutto attorno, continuava a parlare.

Forse crescere è questo: imparare a muoversi tra forze invisibili senza smettere di desiderare.

INTERVISTA A FRANCESCO GUADAGNUOLO

L’Angelo Lunare, Artemis II e il Transrealismo come soglia

 

D. Maestro Guadagnuolo, il quadro “L’Angelo Lunare e Artemis II” è il punto di origine di questo romanzo. Come nasce questa immagine?

R. Nasce da una tensione: quella tra memoria e futuro. L’Apollo 11 è un archetipo, un gesto che ha cambiato la percezione umana del possibile. Artemis II è la sua eco, ma anche la sua trasformazione. L’Angelo Lunare è ciò che sta in mezzo: non un simbolo religioso, ma una presenza che custodisce il passaggio tra ciò che siamo stati e ciò che potremmo diventare.

D. Nel quadro compaiono elementi figurativi e astratti, materiali e immateriali. È una scelta deliberata?

 

R. Assolutamente. Il Transrealismo non separa mai ciò che è visibile da ciò che vibra dietro il visibile. La figura dell’Angelo è concreta e insieme sfuggente. L’astronauta è reale ma immerso in un campo di forze che lo trascende. La Luna è superficie e simbolo. La luce è materia e memoria. Tutto convive.

D. La margherita luminosa è uno degli elementi più enigmatici. Che cosa rappresenta?

 

R. È un seme. Un nucleo di possibilità. È la forma più semplice della luce, ma anche la più antica. È un sole in miniatura, un pensiero che pulsa. Nel quadro è un punto di origine; nel romanzo diventa un talismano. È l’idea che ogni viaggio, anche quello più tecnologico, nasce sempre da un gesto fragile.

D. Artemis II nel quadro c’è: si vede in basso il decollo osservato dall’Angelo Lunare, però non è in primo piano. Perché?

 

R. Perché non mi interessava la missione come evento tecnico. Artemis II, nel quadro, è un impulso, una soglia che si apre. La mostro come un’origine luminosa, come un movimento che l’Angelo Lunare intercetta e ascolta. Non come un oggetto da descrivere, ma come una traiettoria simbolica: l’umanità che tenta di tornare verso il suo primo orizzonte cosmico, un passo avanti verso il ritorno sulla Luna e di mandare gli umani su Marte. La rappresento come un movimento, una traiettoria, un’energia.

D. L’Angelo Lunare sembra osservare, ma non intervenire. È così?

R. L’Angelo non è un agente. È un testimone. È la coscienza del cosmo che assiste al nostro tentativo di comprenderlo. Non guida, non protegge, non giudica. È una presenza che amplifica. È un varco.

D. Il romanzo trasforma il quadro in una narrazione cosmologica. Come vive questa trasposizione?

R. Come un’espansione naturale. Il quadro è un istante. Il romanzo è un’orbita. Sono due modi diversi di attraversare lo stesso campo di forze. L’immagine contiene già la storia; la storia non fa che dispiegare ciò che nell’immagine è compresso.

D. Il Transrealismo è spesso definito come un ponte tra realtà e percezione. È corretto?

R. È un ponte, sì, ma non tra realtà e percezione: tra realtà e presenza. La percezione è ancora troppo legata all’occhio. La presenza è ciò che resta quando l’occhio si ritira. Il Transrealismo lavora lì: nel punto in cui la forma non è più rappresentazione ma risonanza.

D. Che cosa spera che il lettore porti con sé dopo aver letto questo romanzo?

 

R. Una domanda. Non una risposta. Una domanda che non riguarda la Luna, né lo spazio, né la tecnologia. Una domanda che riguarda la luce. La luce che ci attraversa, che ci precede, che ci sostiene. Se il lettore vede prima il quadro e poi chiude il libro, sente che qualcosa continua a vibrare, allora il viaggio non è finito.

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Ambiente

A24 E A25, SVOLTA GREEN: INSTALLATE 20 COLONNINE DI RICARICA ULTRA-VELOCI

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Redazione-  Nonostante l’attuale scenario internazionale sia caratterizzato da forti turbolenze economiche, rincari energetici e il timore di possibili restrizioni sui consumi, il percorso verso la transizione ecologica non si ferma. Arrivano infatti segnali estremamente positivi per gli automobilisti che hanno scelto i veicoli a zero emissioni, grazie a un significativo potenziamento dell’infrastruttura di rifornimento lungo le direttrici autostradali.

Le tratte A24 (Roma-Teramo) e A25 (Torano-Pescara) diventano più “green” con l’attivazione di 20 nuove postazioni dedicate alla ricarica veloce e ultra-veloce. L’iniziativa nasce dalla sinergia tra Renexia Recharge — realtà del Gruppo Toto focalizzata su soluzioni di mobilità ecologica — e Atlante, player internazionale del Gruppo NHOA che vanta una presenza capillare con oltre mille terminali in Europa meridionale.

Gli interventi si concentrano attualmente su tre punti di sosta nevralgici della A24. Per chi si allontana da Roma, i nuovi servizi sono fruibili presso l’area di Civita Sud (km 48,200), situata poco dopo il passaggio tra Lazio e Abruzzo. Nel senso di marcia opposto, gli stalli sono operativi a Civita Nord e Valle Aterno Ovest (km 99,050), quest’ultimo situato in una posizione chiave vicino allo svincolo dell’Aquila. Il progetto non si esaurisce qui: nei prossimi mesi la copertura verrà estesa anche alla A25, con l’aggiunta di 8 colonnine a Montevelino Nord, portando la dotazione complessiva lungo questo asse viario a 28 terminali.

Sotto il profilo tecnologico, l’infrastruttura garantisce inizialmente una potenza di 100 kW. Tuttavia, grazie all’imminente integrazione dei sistemi di stoccaggio EnergyArk (prodotti da TCC Group Holdings), la ricarica potrà toccare picchi di 360 kW per singolo connettore. L’approccio è totalmente ecosostenibile: l’elettricità erogata proviene esclusivamente da fonti rinnovabili e le stazioni sono sormontate da tettorie fotovoltaiche che autoproducono energia, limitando così la pressione sulla rete nazionale. Il servizio è inoltre accessibile anche ai mezzi commerciali leggeri.

Riccardo Totò, Direttore Generale di Renexia, ha rimarcato come questo potenziamento rappresenti un passo cruciale per la modernizzazione di un’arteria stradale fondamentale per il collegamento tra la Capitale e il versante adriatico. Sulla stessa linea Gabriele Tuccillo, a capo di Atlante Italia e Svizzera, il quale ha ribadito la volontà di porre l’utente elettrico al centro del progetto, fornendo strumenti concreti per l’evoluzione del settore nel Paese.

Questo nuovo tassello permette ad Atlante di espandere ulteriormente la propria impronta sulla rete autostradale italiana, raggiungendo 17 siti tra attivi e in fase di completamento, presidiando così non solo le tangenziali lombarde ma anche i principali corridoi del Sole, dell’Adriatico e del Nord-Est.

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Lifestyle

“LA MELODIA DEI SENTIMENTI” AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO CON ALETTI EDITORE

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Redazione-  E’ uno spartito dell’anima “La Melodia dei Sentimenti” di Eva Tiziana Tusa, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore. La silloge non si presenta come una semplice sequenza di componimenti, ma come una vera e propria partitura dell’esistenza, dove ogni parola vibra di un’emotività autentica e pulsante. Attraverso uno stile ordinato e coeso, ma capace di slanci profondi, la poetessa esplora le infinite sfaccettature dell’essere umano. Il titolo stesso suggerisce la natura musicale delle emozioni: energie silenti che tracciano il corso della nostra vita, alternando momenti di luce radiosa a zone d’ombra e mestizia. «Nel suo essere – svela l’autrice, che vive a Viagrande (Catania) – l’opera canta all’unisono ed esprime l’essenza del mio io più profondo, una rosa di sentimenti ove i medesimi, seppur diversi, si armonizzano e coesistono in una variegata mappa emotiva».

Il percorso poetico della Tusa non evita il confronto con le piaghe della modernità. Nelle sue pagine convivono: la denuncia sociale, cioè uno sguardo critico sull’ipocrisia e sulle asprezze della quotidianità; la forza del dolore, descritto come un’onda in tempesta che travolge e disorienta, ma che trova nella scrittura un porto sicuro; la rinascita spirituale, dove la fede, l’amore familiare e la memoria diventano gli appigli necessari per trasformare la sofferenza in bellezza. «Nessuno dei due aspetti è stato più difficile da tradurre in versi – afferma l’autrice – poiché essi sono da me percepiti in due modalità differenti, seppur dentro di me parallelamente esistenti». Per la poetessa, l’atto creativo è una forma di resistenza contro la velocità del mondo esterno. Scrivere diventa lo strumento per fermare il tempo fisico e immergersi in una dimensione metafisica, dove il filo conduttore resta sempre l’amore. «Per me, la poesia ferma lo scorrere celere del tempo umano destinato a finire, rimanendo solo l’armonia poetica che ha il solenne potere di rimanere eterea ed eterna».

Il libro si propone di ricolmare il lettore di un senso di bene profondo, conducendolo verso una rinnovata consapevolezza dei valori spirituali. «La mia opera punta diretta al cuore, senza ombre, senza veli, tende a mettere le ali al cuore, specialmente a un cuore frustrato, rotto, disorientato, a un pensiero depresso». Contro la precarietà di ciò che è puramente estetico o materiale, Eva Tiziana Tusa contrappone l’eternità dei sentimenti veri, descritti come stelle fisse capaci di offrire sostanza e “opulenza spirituale” a chi sa accoglierli. «La poesia di Tusa – scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore – è fortemente autobiografica, la vita e i suoi accadimenti sono il centro pulsionale dell’ispirazione. Il lutto per il padre, l’amore viscerale per i figli, il legame profondo con la madre e con la propria terra emergono come nuclei tematici ricorrenti». Il cuore del suo messaggio è un invito alla rinascita interiore: attraverso le sue opere, l’autrice aspira a trasmettere una sapienza nuova che lenisca le ferite di uno spirito sociale malato. La sua poesia si fa portavoce di valori assoluti quali la mitezza, la saggezza e il rispetto per il creato: «Vorrei trasmettere al lettore un insieme di realtà in un’unica verità, un messaggio plurimo di purezza, preziosità sentimentale, perle e tesori emotivi che ogni essere umano dovrebbe possedere come bagaglio genetico interiore».

L’opera “La Melodia dei Sentimenti”, disponibile anche nella versione e-book, sarà presentata dall’autrice negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «L’evento mi delizierà e mi renderà felice – commenta la poetessa – perché mi troverò all’interno di un mondo che sostanzialmente riconosco come mio. Un mondo d’interiorità, di cui mi alimento in ogni momento. Poesia e letteratura albergano in me e scorrono nelle mie vene come un dono creativo.

Questo crogiolo mistificato di intenzionalità culturale abbellisce e impingua maggiormente il mio io che si nutre d’interiorità sublimata e di cultura generale».

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Lifestyle

POSTE ITALIANE – DISPONIBILE L’ANNULLO DEDICATO ALLA FESTA DI SANTA FERMINA 2026

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Redazione-  In occasione della Festa Patronale di Santa Fermina in programma a Civitavecchia martedì 28 aprile, Poste Italiane attiverà un servizio filatelico temporaneo con bollo speciale con la dicitura “Festa Patronale di Santa Fermina 2026 – 28.4.2026” richiesto dal Comitato Diocesano Patrona Santa Fermina.

Nello stesso giorno, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, sarà possibile timbrare con il bollo speciale le corrispondenze presentate presso lo Spazio allestito in via Alberto Gugliemotti, 12 – 00053 Civitavecchia (RM).

Eventuali commissioni filateliche potranno essere inoltrate a: Poste Italiane S.p.A. / U.P. Civitavecchia Centro / Sportello Filatelico Via Giordano Bruno, 11 – 00053 Civitavecchia (RM) (tel. 0766 508544).

Per qualsiasi informazione o curiosità sugli annulli e su tutto il mondo della filatelia è disponibile il sito filatelia.poste.it

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