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SOLD OUT PER LO SPETTACOLO “STUDIO SULL’ANTIGONE”, AROTRON FA IL BIS

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Redazione-  Sold out per l’appuntamento delle 17:30 di domenica 26 aprile di “Studio sull’Antigone – Terza parte”, ma l’entusiasmo travolgente del pubblico ha spinto Arotron a non fermarsi: è stata annunciata ufficialmente l’apertura delle prenotazioni per una replica straordinaria, che accenderà i riflettori alle ore 20:45, sempre di domenica 26 aprile, presso l’Ex-Asilo Sabucchi di Pianella (Pe).

L’appuntamento promette di essere molto più di una semplice visione: si tratta di un’esperienza sensoriale immersiva che lancia il pubblico direttamente nel cuore pulsante del mito. Il segreto risiede nell’”Intelligenza Artigianale”, un manifesto poetico che rivendica il valore del “fatto a mano” e del respiro sincronizzato dell’attore.

In un’epoca dominata dal digitale, la produzione sceglie di rimettere al centro l’emozione pura ed il contatto con il pubblico, elementi che nessuna tecnologia può replicare.

Lo spettacolo trasforma gli spettatori in parte integrante di un rito collettivo. Non esiste una barriera netta tra chi guarda e chi agisce: la tragedia viene vissuta attraverso una prossimità fisica che permette di percepire ogni minima vibrazione, rendendo il conflitto di Antigone un tema quanto mai attuale. Sul palco, la maestria di Franco Mannella sarà affiancata dalla Compagnia dell’Aratro con Federico Caprarese, Chiara Colangelo, Alessandro Rapattoni, Cristina Zoccolante e Matteo Di Girolamo e dagli allievi dell’Accademia e del Corso Avanzato.

E’possibile contattare il numero 3455411135.

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PRESENTAZIONE DEL LIBRO ” L’OMBRA DELLA GUERRA ” DI ANDREA VERROCCHIO

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Foto Andrea Verrocchio

Redazione-  Questo pomeriggio a Capestrano si terrà un incontro con Andrea Verrocchio, autore de L’ombra della guerra. L’appuntamento vedrà protagonisti il giovane scrittore e i ragazzi del territorio, che avranno l’opportunità di dialogare direttamente con lui in un confronto aperto, vivo e partecipato.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di riflessione sui temi della memoria e della contemporaneità, offrendo spazio a un dialogo autentico tra generazioni diverse. Sarà un momento di ascolto e condivisione, in cui esperienze, sensibilità e punti di vista potranno incontrarsi e arricchirsi reciprocamente.

Un sentito ringraziamento va all’Amministrazione comunale per l’invito e per aver reso possibile questo appuntamento e alla Proloco di Capestrano. Sarà, sicuramente, un incontro di grande valore culturale e umano.

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ADSU E UNIVAQ: INTEGRAZIONE E CORRIDOI UNIVERSITARI PER RIFUGIATI, PRENDE FORMA IL “MODELLO L’AQUILA”

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23 aprile 4

DAL CONFRONTO A PALAZZO FIBBIONI, UNA PROPOSTA CHE METTE IN RETE ATENEO, AMMINISTRAZIONI E SERVIZI SUL TERRITORIO. TRA LE PRIORITÀ, POTENZIAMENTO DELL’ACCOGLIENZA, COINVOLGIMENTO DELLE IMPRESE E PERCORSI CONCRETI DI INSERIMENTO PER STUDENTI STRANIERI

Redazione  – Definire per L’Aquila un modello di integrazione costruito attorno al sistema universitario, alla rete dell’accoglienza e all’organizzazione dei servizi, capace di rendere la città più attrattiva per gli studenti e consolidarne la funzione di polo universitario a livello nazionale.

È questa, in estrema sintesi, la proposta maturata nel partecipato incontro dal titolo “Dialoghi sull’integrazione”, che si è svolto alla sala Rivera di Palazzo Fibbioni, dedicato ai corridoi universitari per rifugiati.

L’iniziativa, organizzata dall’Adsu L’Aquila in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila, il Conservatorio “A. Casella” e l’Accademia di Belle Arti, si è inserita nel calendario del Coolture Fest 2026, promosso sempre dall’Adsu nell’ambito delle attività per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura.

Hanno preso parte all’incontro Salvatore Lanuzza, mediatore culturale e scrittore, Francesca Colella, delegata Univaq al programma Unicore, Stefania Pezzopane, consigliera comunale del Pd, e Daniele Ferella, capogruppo della Lega in Consiglio comunale. A moderare l’incontro, il direttore dell’Adsu L’Aquila, Michele Suriani.

“Abbiamo bisogno di un modello efficiente di integrazione – ha dichiarato Marica Schiavone, presidente dell’Adsu L’Aquila – per coinvolgere gli studenti e costruire una comunità che lavori insieme per migliorare i servizi universitari. Per questo è stato lanciato anche un appello all’amministrazione comunale, affinché si possa lavorare sempre più in sinergia, con l’obiettivo di crescere e raggiungere risultati concreti a servizio della comunità studentesca”.

Nella stessa direzione si colloca anche l’intervento della consigliera comunale Stefania Pezzopane, che ha richiamato in modo esplicito la possibilità di costruire un vero e proprio modello aquilano.

“L’Aquila – ha affermato Pezzopane nel corso del confronto – ha tutte le caratteristiche per costruire un proprio modello di integrazione. Abbiamo una dimensione urbana adeguata, una comunità universitaria viva e un sistema di servizi che può diventare la base di un modello di integrazione. Non ci mancano i requisiti per costruirlo e proporlo a chi arriva in questa città con aspettative che spesso non trovano risposte.

“Questo incontro – ha aggiunto la consigliera Pd – ha posto basi significative, ma per diventare un modello serve organizzare i servizi, rafforzare l’accoglienza, coinvolgere il sistema delle imprese per incrementare i percorsi formativi e sostenere le iniziative già attivate dall’università. L’obiettivo è anche quello di aumentare la presenza degli studenti, in particolare stranieri: ne abbiamo bisogno, perché una città cresce e respira meglio quando è più accogliente”.

Accanto alla prospettiva di costruire un modello, il confronto ha fatto emergere anche le difficoltà concrete nella gestione dei flussi e dei percorsi di accoglienza.

“I problemi principali – ha spiegato il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Daniele Ferella – riguardano inevitabilmente anche gli aspetti legati alla sicurezza che i flussi migratori portano con sé. Non devono passare messaggi distorti – ha aggiunto Ferella – come l’idea che L’Aquila sia una città dove sia facile ottenere permessi o aggirare i percorsi previsti. L’Aquila – ha concluso – vuole essere una città accogliente, ma all’interno di un quadro chiaro e regolato: chi sceglie di viverci deve essere parte di un processo di integrazione reale”.

Sul punto è intervenuto anche il mediatore culturale e scrittore Salvatore Lanuzza, evidenziando come “il problema non sia eliminare le differenze, ma imparare a vivere con esse. Parliamo di un flusso continuo di persone – ha spiegato Lanuzza – che arrivano con la necessità di adattarsi e costruire un futuro che nei loro Paesi non sono riusciti a realizzare, spesso a causa di guerre o povertà. Sono soprattutto giovani, spesso sotto i trent’anni, che cercano una possibilità. L’integrazione è un percorso concreto: significa accompagnare queste persone nella comprensione delle regole e della cultura del Paese che li accoglie, senza però cancellare la loro identità. Tradizioni, usi e costumi non si eliminano, ma devono trovare un punto di equilibrio”.

Sul versante accademico, il tema dell’integrazione viene letto soprattutto come opportunità di crescita attraverso i percorsi universitari.

“I corridoi universitari rappresentano uno strumento fondamentale, perché mettono al centro la formazione come leva di integrazione” ha spiegato Francesca Colella, delegata Univaq al programma Unicore.

“Si tratta di un progetto che richiede un lavoro di rete tra università, istituzioni e territorio. L’obiettivo – ha aggiunto la docente – è quello di offrire a studenti provenienti da contesti difficili la possibilità di costruire un percorso formativo e professionale. In questo processo la persona è parte attiva e la formazione diventa uno strumento concreto di integrazione, capace di creare opportunità reali”.

Tanti gli intervenuti nel corso del dibattito che ha offerto numerosi spunti di analisi e ha visto la presenza, tra gli altri, dell’assessore comunale al Personale e Polizia locale Laura Cucchiarella, il consigliere Luigi Faccia, il presidente dell’Unione comuni montagna aquilana e sindaco di Sant’Eusanio Forconese Deborah Visconti, il presidente dell’Ordine degli avvocati dell’Aquila Maurizio Capri.

A tirare le fila del confronto, il direttore dell’Adsu L’Aquila, Michele Suriani, che ha richiamato la necessità di rafforzare il ruolo della città come sistema integrato di accoglienza e servizi per gli studenti.

“Oggi – ha affermato Suriani – abbiamo affrontato un tema su cui lavoriamo da tempo. Come Azienda per il diritto agli studi, vogliamo che tutti gli studenti possano sentirsi parte della città e che l’università rappresenti un punto di riferimento reale. L’integrazione – ha aggiunto – in tal senso è indispensabile: significa garantire condizioni concrete per vivere e studiare all’Aquila, a partire dall’alloggio, dai servizi e dalla possibilità di partecipare alla vita della città”.

“C’è poi un lavoro importante da fare anche nei rapporti con i ministeri e con le ambasciate – ha concluso Suriani – per rafforzare i percorsi che consentono agli studenti di arrivare e costruire qui il proprio futuro”.

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BIENNALE ARTE 2026: UNA MEDUSA OLOGRAFICA TRA GLI AFFRESCHI DELL’EX CHIESA DEI SANTI COSMA E DAMIANO. ANDREA CRESPI FIRMA THETIS

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THETIS4 Courtesy of the artist

Redazione-  Dopo la sua prima grande mostra istituzionale alla Fabbrica del Vapore di Milano, Artificial Beauty (a cura di Alisia Viola e Sandie Zanini), Andrea Crespi – ambassador di One Ocean Foundation – arriva a Venezia in occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale, con Thetis, opera olografica site specific e inedita, all’interno del progetto espositivo As Above, So Below presso l’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca, oggi sede di Fabbrica H3.

Unico artista italiano selezionato da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19, con Thetis Crespi prosegue la sua indagine sulle forme del classico, della mitologia e dell’universalità archetipica, sperimentando l’arte digitale mediante un’opera olografica in omaggio alla ninfa Teti, figura simbolica e primordiale, incarnazione delle profondità marine e della dimensione invisibile del vivente. L’essere marino diventa un organismo portatore di memoria ancestrale e di una dimensione mitica sospesa tra natura e immaterialità: un ecosistema di memoria che custodisce le origini della vita e il futuro del pianeta. Tra scienza e mito, la figura di Teti emerge come una coscienza liquida: non rappresenta il mare, ma ne incarna la dimensione invisibile, profonda e primordiale.

Thetis si inserisce all’interno di As Above, So Below, progetto promosso da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19 e riconosciuto come Evento Collaterale della 61. Biennale di Venezia, in programma dal 9 maggio all’8 giugno 2026 proprio negli spazi dell’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca. Curata da Elizabeth Zhivkova e Farah Piriye Coene, la mostra riunisce sette artisti e collettivi internazionali oltre ad Andrea Crespi — Marshmallow Laser Feast, Yoko Shimizu, Antoine Bertin, Almagul Menlibayeva con Suad Gara, Elnara Nasirli e Orkhan Mammadov — chiamati a confrontarsi con l’oceano come sistema vivente, archivio di memoria profonda e spazio di interdipendenza tra umano e più-che-umano. Muovendosi tra installazione, suono, intelligenza artificiale e ambienti immersivi, la mostra costruisce una piattaforma transdisciplinare che intreccia arte, scienza e tecnologia, trasformando lo spazio architettonico in un luogo di risonanza e ascolto.

La collaborazione tra Andrea Crespi e One Ocean Foundation si inserisce in un percorso già avviato, che include il progetto Blockchain for the Ocean, prima iniziativa crypto della fondazione dedicata alla tutela degli ecosistemi marini, in cui arte e tecnologia diventano strumenti di impatto ambientale. “Thetis, l’opera di Andrea Crespi selezionata per la nostra mostra As Above So Below” spiega Jan Pachner, Segretario Generale One Ocean Foundation, “incarna perfettamente lo spirito di One Ocean Foundation: attivare nuove forme di consapevolezza attraverso l’unione di arte, scienza e tecnologia. ll nostro rapporto con Crespi è nato grazie al progetto Blockchain for the Ocean, ed è parte di un percorso condiviso che unisce arte contemporanea e impegno ambientale al fine di sensibilizzare sulla complessità e la fragilità degli ecosistemi marini”.

“Per As Above, So Below, evento collaterale di La Biennale di Venezia Arte 2026” dichiarano i promotori di ZEITGEIST19, “abbiamo invitato Andrea Crespi, tra gli artisti partecipanti, a sviluppare un’opera site-specific che esplora la materialità digitale e le soglie percettive. La sua pratica si colloca nello spazio tra organico e sintetico, dove i sistemi naturali vengono reimmaginati attraverso un linguaggio tecnologico. In Thetis, Crespi evoca un’intelligenza marina primordiale, utilizzando la medusa come metafora della memoria evolutiva e della persistenza della vita attraverso il tempo profondo, a sintesi del nostro concetto di interconnessione”.

As Above, So Below è riconosciuto come UN Ocean Decade Action e fa parte dell’UNESCO Blue Thread, inserendosi in una rete internazionale di iniziative dedicate alla protezione degli ecosistemi marini. Attraverso un approccio congiunto, poetico e scientifico, As Above, So Below affronta l’instabilità ecologica non come un’emergenza astratta, ma come una condizione vissuta di interdipendenza. Invita il pubblico a riconsiderare i fondamenti della vita, ciò che viene dato per scontato e ciò che rischia di andare perduto. L’Evento Collaterale As Above, So Below inaugurerà sabato 9 maggio 2026 e si evolverà in una piattaforma viva di conversazioni accanto alle opere in mostra. Concepite come uno spazio attivo di scambio, la mostra e le sue articolazioni si estendono oltre la presentazione in un processo continuo di riflessione e coinvolgimento. Saranno accompagnate da un programma pubblico di talk curati con artisti internazionali, scienziati marini, ricercatori e studiosi. Questi incontri offriranno ulteriori prospettive su biodiversità, sostenibilità e relazione tra cultura e sistemi naturali. La mostra si concluderà l’8 giugno 2026, in concomitanza con la Giornata Mondiale degli Oceani, rafforzando il legame tra visione curatoriale e impegno ambientale globale.

Vernissage, 8 maggio dalle 10.00 alle 18.00 Orari apertura mostra: dal 9 maggio10:00-18:00 Location: Fabbrica H3, ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, Isola della Giudecca, Venezia. Commissionato e organizzato da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19. A cura di Elizabeth Zhivkova e Farah Piriye Coene. Web: 1ocean.org | zeitgeist19.com – asabovesobelow.space   As Above, So Below Podcast https://www.zeitgeist19.com/podcast

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