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Attualità

LISA DI GIOVANNI PREMIATA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI: UNA VITA DEDICATA ALLA CULTURA, AL SOCIALE E ALLA VERITÀ DELL’INFORMAZIONE

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Redazione-   Nella prestigiosa cornice della Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, lo scorso 6 marzo si è svolto l’evento istituzionale “Libere di scegliere”, un appuntamento dedicato alla libertà consapevole, al coraggio delle decisioni e alla responsabilità che ogni scelta porta con sé. Tra le personalità premiate spicca il nome della giornalista Lisa Di Giovanni, figura da sempre impegnata nel mondo della cultura, dell’informazione e del sociale.

Originaria dell’Abruzzo, terra alla quale è profondamente legata e che rappresenta una parte fondamentale della sua identità, Lisa Di Giovanni ha costruito negli anni un percorso professionale e umano guidato da un forte senso di responsabilità civile. Le sue radici abruzzesi, fatte di autenticità, valori e legame con il territorio, hanno contribuito a formare uno sguardo attento alla realtà e alle persone, elementi che caratterizzano il suo lavoro nel campo dell’informazione.

L’evento “Libere di scegliere”, organizzato dalla giornalista e conduttrice Jessica Fegatilli e dall’avvocata Eufemia Ferrara, ha rappresentato un vero e proprio manifesto culturale, riunendo esponenti della magistratura, della politica, della cultura e dello spettacolo per ribadire un messaggio chiaro: ogni scelta consapevole è un atto di libertà, coraggio e dignità.

In questo contesto istituzionale e simbolico, il riconoscimento assegnato a Lisa Di Giovanni celebra non soltanto la sua attività giornalistica, ma anche l’impegno costante nella promozione della verità dell’informazione, della cultura e dei valori sociali. La sua voce nel panorama mediatico si distingue per l’attenzione ai temi civili, per la valorizzazione del territorio e per la difesa di un giornalismo che metta al centro la responsabilità e la ricerca dei fatti.

Nel corso degli anni Lisa Di Giovanni ha costruito un percorso professionale coerente, dedicando il proprio lavoro alla diffusione della cultura, alla sensibilizzazione sociale e alla narrazione di storie capaci di generare consapevolezza. Il suo impegno dimostra come il giornalismo possa ancora essere uno strumento fondamentale per raccontare la realtà con rigore, passione e senso etico.

Accanto a lei sono stati premiati anche altri protagonisti della vita pubblica e culturale, tra cui il magistrato Valerio de Gioia, l’On. Santori, l’On. Laura Ravetto, la psicologa Anna Maria Giannini, la giornalista Vassiliki Tziveli, l’attrice Sarah Maestri e le conduttrici e influencer Clizia Incorvaia e Ludovica Pagani.

Il premio riconosce l’impegno di personalità che, nei rispettivi ambiti, contribuiscono alla promozione della libertà come valore fondamentale per costruire una società più consapevole e responsabile.

Per Lisa Di Giovanni questo riconoscimento rappresenta anche un omaggio a una carriera costruita con determinazione e passione, sempre fedele alle proprie radici e a una visione dell’informazione come strumento di crescita civile. Un percorso che unisce Abruzzo, Lazio e territorio nazionale, cultura, impegno sociale e ricerca della verità, dimostrando come la libertà di scegliere passi anche attraverso il coraggio di raccontare la realtà con onestà e responsabilità.

A sottolinearlo è la stessa giornalista: «La libertà non è solo la possibilità di scegliere, ma il coraggio di farlo con consapevolezza, responsabilità e rispetto per la verità».

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Politica

SALUTE MENTALE E POLITICA: CRESCE IL DIBATTITO SUL 25° EMENDAMENTO PER TRUMP

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Redazione-  “Si tratta di assoluta follia. Come può una persona stabile mentalmente minacciare di cancellare un’intera civilizzazione… e ciò conferma l’esistenza di una seria instabilità mentale”. Queste le parole accusatorie di Marjorie Taylor Green, ex deputata repubblicana della Georgia, e fino a pochi mesi fa fedelissima e grande sostenitrice di Donald Trump. La Greene ha continuato che data la condizione mentale del presidente Usa bisogna fare ricorso al 25esimo emendamento.

Secondo la Costituzione, se il presidente non è capace di svolgere i suoi compiti bisogna rimuoverlo. Il 25esimo emendamento stabilisce che il presidente può essere rimosso se considerato incapace dal vicepresidente e dalla maggioranza del suo Cabinet. Durante il primo mandato di Trump il suo vice si rifiutò di invocare il 25esimo emendamento per le azioni del suo capo nell’insurrezione del 6 gennaio 2021. Pence in effetti ha seguito l’esempio di altri tre vicepresidenti che si rifiutarono di rimuovere il loro capo. Dopo essere stato colpito da un’arma da fuoco nel 1881 l’allora presidente James Garfield visse parecchi mesi a letto soffrendo in delirio, morendo pochi mesi dopo. Nel 1901 anche il presidente William McKinley rimase a letto per otto giorni dopo avere subito anche lui un tentativo di omicidio. Nel 1919 il presidente Woodrow Wilson subì un ictus debilitante che lo rese incapace mentalmente. In nessuno di questi casi ci furono azioni del vicepresidente per forzare la situazione e prendere il comando. Nemmeno nella situazione attuale il vicepresidente J.D. Vance agirebbe per invocare il 25esimo emendamento nonostante il fatto che le voci continuano ad alzarsi per preoccuparsi dell’incapacità mentale di Trump.

Al di là della Greene, il parlamentare democratico Jamie Raskin dello Stato del Maryland, ha introdotto un disegno di legge che aprirebbe le porte al 25esimo emendamento e la rimozione del presidente. Raskin e altri 50 parlamentari hanno proposto la formazione di una commissione di 17 membri per indagare se Trump è adeguato a svolgere i suoi compiti di presidente. In caso negativo la commissione passerebbe la palla al vice presidente J. D. Vance di determinare se la maggioranza del Cabinet è d’accordo. I legislatori repubblicani non sembrano interessati ma altri luminari con legami a Trump e al Partito Repubblicano hanno espresso il loro scetticismo sulle capacità mentali del presidente. Ty Cobb, ex legale di Trump alla Casa Bianca, aveva confermato al giornalista Jim Acosta che il presidente era “certamente malato di mente”. Stephanie Grisham, ex portavoce della Casa Bianca, ha detto recentemente che il presidente “ovviamente non sta bene”. Altri individui di spicco nella stratosfera di destra come Tucker Carlson, Alex Jones, Candace Owens hanno espresso le loro riserve. Jones ha anche invocato il 25esimo emendamento.

Trump spesso ci ricorda di avere superato brillantemente test psicologici che servono come screening di base per determinare decadimenti cognitivi lievi come memoria, attenzione, linguaggio e orientamento. I buoni risultati pubblicati da Trump suggeriscono che non ci siano segnali evidenti di deficit cognitivi. Non dimostrano eccellenza mentale né superiorità cognitiva come Trump spesso sostiene. Determinare però la sua salute mentale richiederebbe accertamenti precisi da esperti in psichiatria. Alcuni professionisti hanno azzardato giudizi preliminari sottolineando il suo narcisismo marcato, la sua impulsività, la bassa tolleranza di critiche e una tendenza alla distorsione della realtà. Il suo messaggio che cancellerebbe un’intera nazione dalla faccia della terra ha ovviamente causato preoccupazioni perché il presidente Usa ha notevoli poteri che in politica estera non sono stati giudicati legalmente. In politica interna i magistrati hanno imposto alcuni guardrail ma in grande misura lui è andato oltre le righe governando quasi come un leader autoritario.

I suoi poteri però non sono infiniti e la sua condizione di salute ha iniziato a interessare i media come era avvenuto con l’ex presidente Joe Biden che negli ultimi mesi diede chiari segnali di avere rallentato mentalmente e fisicamente. Alla fine, dopo considerevoli ripensamenti, Biden decise di abbandonare la corsa alla presidenza. Trump però non ha nessuna intenzione di lasciare, incapace di ammettere alcuna sconfitta. Da non dimenticare che continua e ripetere che vinse l’elezione presidenziale del 2020 e continua a cercare prove per dimostrarlo. Sarebbe questo un sintomo di malattia mentale perché conferma la sua incapacità di accettare la realtà?

La probabilità di rimuovere Trump dalla sua carica mediante il 25esimo emendamento è remota ma il fatto che la richiesta non sia stata sollevata solo da democratici ci evidenzia la seria preoccupazione. Ci vorrebbero parlamentari repubblicani che votassero in maniera bipartisan com’è successo nel caso del voto per il rilascio dei file di Epstein. Sul 25esimo emendamento ciò appare improbabile. Va ricordato che Trump nel suo primo mandato subì due impeachment ma poi il Senato non riuscì a ottenere i 60 voti necessari per condannarlo. Un altro impeachment appare avere più chance del 25esimo emendamento dopo le elezioni di midterm che tutti gli analisti vedono sempre più come una vittoria democratica.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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Politica

IL RUGGITO DEL LEONE: IL PAPA ROMPE IL SILENZIO E TRAVOLGE IL TYCOON

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Redazione-  Per quanto tempo il mondo ha atteso? Cattolici, cristiani, fedeli di ogni credo e anime laiche si ponevano la stessa, angosciante domanda, osservando un Papa Leone rimasto troppo a lungo in ombra. Lo vedevano silente, quasi distaccato, arroccato in una neutralità che somigliava alla lontananza, mentre i venti di guerra infiammavano i nostri confini.

Ma ogni silenzio ha un limite.

È servita la follia cieca di un Tycoon, il delirio di chi minacciava di “riportare l’Iran all’età della pietra”, per risvegliare il gigante. In quell’istante, Papa Leone è sceso in strada. Si è spogliato della sua Veste Bianca distaccata, per mostrare la criniera maestosa di un predatore della pace. Non più solo un pontefice, ma un giovane leone pronto all’assalto.

È bastata una sola frase, tagliente come una spada: “Non è accettabile”.

Tre parole che hanno fatto tremare il suolo sotto i piedi dell’uomo più potente del pianeta. Il Presidente degli Stati Uniti ha incassato il colpo nel silenzio, per poi reagire con la scomposta debolezza di chi sa di aver perso il comando. Lo abbiamo visto tutti: insulti sterili, attacchi confusi, il rantolo di un potere che si sgretola di fronte alla verità.

Il risultato? Il Leone ha divorato la “bionda criniera” dell’avversario. È bastato sussurrare al mondo un fermo “Non mi fai paura” per spogliare il re del mondo di ogni sua autorità, lasciandolo nudo e tremante davanti alla storia.

Il Leone ha finalmente ruggito. È tornato a rivendicare il trono che la natura e lo spirito santo gli hanno assegnato.

Il RE DELLA FORESTA

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Politica

UE, ALBERTO BAGNAI (RESP. ECONOMIA LEGA): “SE ASPETTA RECESSIONE PER SOSPENDERE PATTO STABILITA’, UE CONFESSA PROPRIO FALLIMENTO”

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Redazione-  “Nel momento in cui dichiara che le occorre l’evidenza di una grave recessione per consentire agli Stati di intervenire, l’Unione Europea confessa, senza neanche rendersene conto, il proprio fallimento. È veramente difficile capire il senso  di regole economiche come quelle del Patto di stabilità che dichiaratamente impediscono la prevenzione di gravi crisi. L’Europa che tanto parla di competitività vuole raggiungerla impedendoci di tutelare le nostre aziende in pieno shock di offerta? È facile prevedere che questo approccio non funzionerà”,

si legge in una nota del Responsabile Economia della Lega, On. Alberto Bagnai.

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