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Salute

OLTRE LA STANCHEZZA PRIMAVERILE, DISTURBO AFFETTIVO STAGIONALE (SAD) E DISTIMIA: QUANDO IL CALO DELL’UMORE DIVENTA CRONICO. NE PARLIAMO CON ADELIA LUCATTINI

Lucattini: “Il messaggio più importante da trasmettere è chiaro: sono forme che possono diventare croniche se non curate in tempo utile e che pertanto, meritano attenzione”
 
Intervista di Marialuisa Roscino

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Redazione-  In questa intervista, Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association ci illustra come in primavera, in alcuni casi, è possibile notare dei cambiamenti dell’umore. Esistono infatti, forme di sofferenza psicologica silenziose che possono passare inosservate per anni, mimetizzandosi nella vita delle persone. Parliamo del SAD (Disturbo Affettivo Stagionale) e della Distimia (Disturbo Depressivo Persistente).

“Nel SAD gli episodi depressivi compaiono al cambiamento di stagione. La forma primaverile, si presenta più frequentemente con insonnia, irritabilità e ansia. Invece, la Distimia, se non trattata, può trasformarsi in un disturbo cronico”.

Le cause sono in parte fisiologiche, infatti il cambiamento della luce naturale e dell’irraggiamento solare, oltre che delle temperature, influiscono sui ritmi circadiani e sull’umore.

“Oggi sappiamo – prosegue Lucattini – che esistono trattamenti efficaci soprattutto se associati alla psicoterapia dinamica e la psicoanalisi”.

Dott.ssa Lucattini, come si arriva alla diagnosi dei rispettivi casi di Distimia e Disturbo Affettivo Stagionale (SAD)?

Arrivare a una diagnosi nei disturbi dell’umore non è mai immediato, il percorso è clinico e si costruisce attraverso l’ascolto, l’osservazione e la ricostruzione della storia della persona da parte di professionisti, psichiatri e psicoanalisti.

Nel caso della Distimia – che nella classificazione del Manuale Diagnostico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (ICD-10) rientra tra i disturbi persistenti dell’umore – il criterio chiave è il tempo continuo. Parliamo di un umore depresso stabile, presente per la maggior parte dei giorni, per almeno due anni. È una sofferenza poco rumorosa ma costante, che spesso viene scambiata per un tratto del carattere e che proprio per questo rischia di restare a lungo non riconosciuta.

Diverso è il caso della depressione con andamento stagionale, la cosiddetta SAD. In questo caso non è la continuità a orientare la diagnosi, ma la ciclicità. Gli episodi depressivi compaiono in specifici periodi dell’anno, si ripetono nel tempo – generalmente per almeno due anni – e tendono a regredire spontaneamente con il cambio di stagione.

Nell’ICD-10, il Disturbo affettivo stagionale non è una categoria autonoma, ma viene inquadrato come disturbo depressivo ricorrente, con specificazione dell’andamento stagionale.

In entrambi i casi, il lavoro clinico consiste nel dare senso alla storia dei sintomi nel tempo, più che nel fotografare un singolo momento, nella Distimia.

Distimia si osserva un tempo lungo, continuo, quasi invisibile, mentre nella depressione stagionale abbiamo un tempo ciclico, che segue il ritmo delle stagioni. È proprio questa lettura del tempo della sofferenza che permette di arrivare a una diagnosi corretta e, quindi, a una cura efficace.

 

A che età, possono manifestarsi Distimia e SAD?

La Distimia tende a comparire presto, spesso già nell’adolescenza o nella prima età adulta. È un disturbo che si sviluppa lentamente e in modo poco evidente, tanto che molte persone crescono con questa tonalità depressiva senza riconoscerla, pensando che faccia parte del proprio carattere.

La depressione con andamento stagionale (SAD), invece, esordisce più frequentemente nella giovane età adulta, tra i 20 e i 40 anni, ed è più rara nei bambini. Una volta comparsa, tende a ripresentarsi con una certa regolarità negli anni, seguendo il ritmo delle stagioni (Journal of Child Psychology and Psychiatry, 2025).

In che modo è possibile riconoscere i primi sintomi?

La Distimia tende a comparire presto, spesso già nell’adolescenza o nella prima età adulta. È un disturbo che si sviluppa lentamente e in modo poco evidente, tanto che molte persone crescono con questa tonalità depressiva senza riconoscerla, pensando che faccia parte del proprio carattere.

La depressione con andamento stagionale (SAD), invece, può esordire già nell’adolescenza ma generalmente è più percepita tra i 20 e i 40 anni. Una volta comparsa, solitamente ha un andamento ciclico, ovvero, tende a ripresentarsi con una certa regolarità negli anni, seguendo il ritmo delle stagioni (Jornal de Pediatria, 2025).

Come si manifesta negli adolescenti?

Negli adolescenti, i disturbi dell’umore non si presentano sempre nel modo in cui ce li aspettiamo. A differenza degli adulti, dove prevale la tristezza evidente, nei più giovani il disagio assume spesso forme più sfumate e meno riconoscibili.

Un ragazzo depresso, per esempio, può apparire soprattutto irritabile, nervoso, facilmente arrabbiato, più che triste. Può diventare oppositivo, chiudersi nelle relazioni o mostrare un progressivo disinteresse verso la scuola e le attività quotidiane. Proprio per questo, il rischio è che questi segnali vengano interpretati come una semplice “fase adolescenziale” o come un problema comportamentale.

Nel caso della Distimia, questa condizione si esprime spesso come una insoddisfazione costante, una sorta di malessere di fondo che accompagna il ragazzo nel tempo. Emergono bassa autostima, senso di inadeguatezza, difficoltà di concentrazione e una visione pessimistica di sé e del futuro. Sono adolescenti che si sentono frequentemente stanchi, poco motivati, come se mancasse loro una spinta vitale.

Quando invece il disturbo segue un andamento stagionale (SAD), si osserva una certa variabilità nel corso dell’anno. Nei mesi invernali possono comparire maggiore sonnolenza, calo dell’energia, ritiro sociale e difficoltà scolastiche, mentre in altri periodi si assiste a un miglioramento.

In generale, ciò che caratterizza la sofferenza depressiva in adolescenza è proprio la sua capacità di mascherarsi. Non sempre si presenta come tristezza dichiarata, ma come cambiamento nel comportamento, nelle relazioni e nel rendimento (European Child & Adolescent Psychiatry, 2026).

Esistono terapie efficaci per curare Distimia e SAD in adolescenza?

 

La cura dei disturbi dell’umore, come la Distimia e la depressione con andamento stagionale, non è mai standardizzata: richiede un approccio personalizzato, che tenga conto dell’età, della storia della persona e dell’intensità dei sintomi.

Nel caso della Distimia, essendo una forma cronica di depressione, il trattamento ha come obiettivo non solo la riduzione dei sintomi, ma anche una trasformazione più profonda del funzionamento emotivo. La psicoterapia rappresenta l’intervento centrale, sia in adolescenza che nell’età adulta.

Negli adolescenti, il lavoro terapeutico si concentra spesso anche sul contesto: coinvolgimento della famiglia, supporto scolastico, attenzione alle dinamiche relazionali.

Quando i sintomi sono più intensi o persistenti, alla psicoterapia può essere affiancato un trattamento farmacologico, sempre sotto controllo specialistico.

Per quanto riguarda la depressione con andamento stagionale (SAD), il trattamento presenta alcune specificità legate alla componente anche costituzionale del disturbo.

Psicoterapia dinamica e psicoanalisi, attività fisica regolare, alimentazione sana, mantenimento di un buon ritmo sonno-veglia sono indispensabili (The Lancet Psychiatry, 2020).

 

Perché è importante il trattamento psicoanalitico in questi due disturbi?

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha posto crescente attenzione sulle forme croniche e persistenti della depressione, come la Distimia, evidenziando quanto queste condizioni siano diffuse ma spesso sottodiagnosticate.

Una ricerca pubblicata su Clinical Practice & Epidemiology in Mental Health (2025) conferma che la depressione persistente rappresenta una quota significativa dei disturbi dell’umore lungo l’arco della vita e che la sua natura cronica la rende particolarmente complessa sia dal punto di vista diagnostico sia terapeutico. Si tratta, infatti, di condizioni che non sempre emergono con sintomi eclatanti, ma che si strutturano nel tempo, diventando parte del funzionamento emotivo della persona.

Questi dati rafforzano l’idea che non sia sufficiente intervenire solo sul sintomo, ma che sia necessario un approccio più articolato, capace di integrare dimensione clinica e comprensione profonda dell’esperienza soggettiva. In questo senso, tutte le ricerche sottolineano l’importanza di trattamenti integrati, in cui la psicoterapia dinamica e la psicoanalisi, approcci che lavorano sul significato e sulla storia emotiva della persona, svolgono un ruolo centrale accanto al trattamento farmacologico ove necessario.

Quali consigli si sente di dare ai genitori?

 

-Non minimizzare i cambiamenti. Se un figlio cambia improvvisamente umore, si isola o perde interesse, non è sempre “una fase”. È importante osservare e prendere sul serio questi segnali;

-Ascoltare senza giudicare. Gli adolescenti hanno bisogno di sentirsi ascoltati, non corretti subito. A volte, la cosa più utile è esserci, senza interpretare o dare soluzioni immediate;

-Dare un nome alle emozioni. Aiutare i ragazzi a riconoscere ciò che provano è già un primo passo terapeutico. Spesso il disagio nasce proprio da emozioni non comprese;

-Mantenere routine regolari. Sonno, alimentazione e ritmi quotidiani stabili sono fondamentali, soprattutto nei disturbi dell’umore e nelle forme stagionali;

-Favorire relazioni e attività, fisiche e artistiche. Anche se i figli tendono a chiudersi, è importante incoraggiare senza forzare, il contatto con amici, sport o attività piacevoli;

-Non esitare a chiedere aiuto. Rivolgersi a uno specialista non significa “drammatizzare”, ma prendersi cura. Prima si interviene, migliori sono le possibilità di recupero;

-Ricordarsi sempre che si può stare meglio. I disturbi dell’umore si possono curare, bene per stare meglio e possibilmente per essere felici.

Marialuisa Roscino, Giornalista scientifica, specializzata su temi di Salute e in particolare in Educazione all’Alimentazione e nei disturbi del Comportamento Alimentare. Tra le sue precedenti e molteplici esperienze professionali di giornalista nel campo medico-scientifico, oltre alla cura di importanti Congressi scientifici per la sezione Media & Stampa, significative: l’attività di ufficio stampa e comunicazione presso l’Ufficio Stampa e il Servizio Comunicazione e Relazioni Esterne presso l’Ospedale Pediatico Bambino Gesù di Roma e presso la Croce Rossa Italiana come Coordinatore Nazionale per le Attività di visibilità e di Comunicazione 

Marialuisa Roscino

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POP UP YOUR VISION: ARRIVA A ROMA L’INIZIATIVA DI ALCON PER SENSIBILIZZARE LA POPOLAZIONE SULLA SECCHEZZA OCULARE

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Fino al 5 maggio presso il Maximo Shopping Center screening gratuiti con medici oculisti

 

1 italiano su 6 presenta sintomi riconducibili alla Malattia dell’Occhio Secco ma tende a sottovalutarli: 

bruciore e irritazione persistenti possono compromettere la qualità di vita

Redazione – Aumentare la consapevolezza su una patologia diffusa ma ancora sottovalutata: è questo l’obiettivo di “Pop Up Your Vision”, l’iniziativa promossa da Alcon che sarà a Roma fino al 5 maggio presso il Maximo Shopping Center, offrendo ai cittadini la possibilità di effettuare screening gratuiti per valutare la presenza di secchezza oculare con il supporto di medici oculisti.

In Italia si stimano circa 10 milioni di persone con sintomi riconducibili alla malattia dell’Occhio Secco, ma in molti non si rivolgono all’oculista, figura chiave per la diagnosi. Un dato che evidenzia come la consapevolezza sia ancora insufficiente, nonostante si tratti di una condizione che può avere un impatto rilevante sulla qualità della vita.

La malattia dell’Occhio Secco è una patologia multifattoriale della superficie oculare, caratterizzata da un’alterazione del film lacrimale e da processi infiammatori. I sintomi più frequenti includono occhi rossi, bruciore, sensazione di corpo estraneo, fotofobia e affaticamento visivo, segnali spesso sottovalutati ma indicativi della presenza della patologia.

“Esiste ancora una scarsa percezione dell’occhio secco come vera e propria patologia: molti pazienti lo considerano un disturbo occasionale, ritardando il confronto con lo specialista” dichiara il Prof. Antonio Di Zazzo, Professore Associato di Malattie dell’apparato visivo, Fondazione Policlinico Universitario, Campus Bio-Medico di Roma. “In realtà si tratta di una malattia cronica, molto diffusa nella popolazione e favorita anche da stili di vita e ambienti urbani moderni, che richiede un trattamento adeguato e continuativo nel tempo”.

L’iniziativa si inserisce in un contesto in cui emerge chiaramente la presenza di un “sommerso” di pazienti non diagnosticati, spesso già sintomatici ma non consapevoli.

“Non sottovalutare i segnali iniziali è fondamentale: sintomi come bruciore, sensazione di sabbia negli occhi o stanchezza visiva, soprattutto a fine giornata, devono spingere a una valutazione specialistica”. Conclude il Prof. Di Zazzo: “In questo contesto, caratterizzato da un ampio sommerso di pazienti non diagnosticati ma già sintomatici, è essenziale promuovere la prevenzione e controlli periodici per preservare la salute oculare e intervenire prima che la malattia diventi cronica. Anche iniziative sul territorio come questa rappresentano un’opportunità concreta per aumentare la consapevolezza e intercettare precocemente i pazienti”.

Attraverso “Pop Up Your Vision”, Alcon conferma il proprio impegno nel promuovere una cultura della prevenzione e nell’avvicinare i cittadini a percorsi di diagnosi e cura appropriati.

“Essere al fianco dello specialista è per noi fondamentale: non solo attraverso lo sviluppo di soluzioni innovative e una ricerca costante verso trattamenti sempre più all’avanguardia, ma anche supportando concretamente il suo ruolo come punto di riferimento per il paziente”, afferma Filippo Pau, Franchise Head Vision Care di Alcon Italia. “Crediamo infatti che il valore dell’innovazione si esprima pienamente quando è accompagnato da un ecosistema che rafforza la relazione tra medico e paziente, favorendo percorsi di cura più consapevoli e continuativi”.

Durante tutto il periodo dell’iniziativa, i cittadini potranno ricevere informazioni e consigli pratici per una corretta gestione della salute visiva.

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GRAZIE ALLA RADIOMICA E ALLA DIAGNOSTICA AVANZATA È INDISPENSABILE CHE IN ITALIA VENGANO REALIZZATE VERE E PROPRIE ‘RETI DI GENOMICA’

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Redazione-   Nonostante siano numerosissime le indicazioni nazionali ed internazionali su quanto sia importante implementare la genetica e nello specifico della genomica clinica nonché l’integrazione della radiomica e delle tecnologie diagnostiche avanzate, nei sistemi sanitari, così da poterne godere i benefici in salute pubblica e individuale, l’Italia è ancora indietro rispetto ad altre realtà internazionali. Per confrontarsi e trovare soluzioni concrete sulla possibilità di creare Reti di Genomica regionali e nazionali, su iniziativa dell’intergruppo parlamentare Genetica & Genomica, Motore Sanità ha organizzato il convegno ‘STATI GENERALI DELLA GENETICA E GENOMICA: DELLA RADIOMICA E RUOLO DELLA DIAGNOSTICA IN PREVENZIONE’, articolato in un evento Nazionale, un evento Nord Italia e Sud Italia, realizzato grazie al contributo incondizionato di BRACCO, CDI – Centro Diagnostico Italiano e Bayer, e che ha visto la partecipazione dei massimi nel panorama sanitario nazionale.

Queste le parole della senatrice Elena Murelli, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare di Genomica & Genetica. “Genetica e genomica rappresentano una straordinaria opportunità per migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere il nostro Servizio sanitario più efficiente e sostenibile. Tuttavia, è necessario colmare rapidamente i ritardi nell’implementazione di questi strumenti, rafforzando la programmazione sanitaria, le reti territoriali e l’accesso equo alle innovazioni. Serve una governance chiara e condivisa, capace di integrare ricerca, innovazione e pratica clinica – e continua – Serve un impegno concreto per garantire che le nuove tecnologie, come il sequenziamento del DNA e le applicazioni della radiomica, siano realmente disponibili per tutti i pazienti, in tempi certi e con adeguati livelli di qualità”. La Senatrice Murelli sottolinea infine il ruolo centrale della prevenzione: “Investire in diagnostica avanzata e profilazione genetica significa intervenire prima, meglio e in modo più mirato, con benefici evidenti sia per i pazienti sia per la sostenibilità del sistema sanitario”.

Diventa quindi importante capire le criticità e i ritardi del sistema Italia e allo stesso tempo individuare soluzioni per il loro rapido superamento: dal monitoraggio delle reti di genetica, genomica e diagnostica per immagini nazionali e regionali, alla necessità di disporre di dati e informazioni per sostenere efficienti interventi di programmazione sanitaria e calcolare il fabbisogno finanziario necessario per implementarli e garantirne la sostenibilità.

“La sfida oggi è costruire modelli organizzativi ed ecosistemici capaci di integrare concretamente la genomica nei percorsi clinici. Questo significa sviluppare reti in cui diagnostica avanzata, radiomica, dati clinici e intelligenza artificiale siano pienamente interoperabili, e in cui ricerca, industria e sistema sanitario collaborino in modo strutturato. Solo così la visione già delineata può tradursi in applicazioni reali e generare valore per i pazienti e per la sostenibilità del sistema. A MIND, come rete di imprese, stiamo dando il nostro contributo alla ricerca e all’innovazione affinché l’ecosistema possa essere un primo qualificato test bed per queste iniziative”.

Ha spiegato Fabrizio Grillo, Presidente Federated Innovation @MIND

A destra Raponi direttore scientifico del Bambin Gesù

 

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MAX FROM GABIN | WALKING, MOVING, LOVING LIVING

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Redazione-  Dal 24 aprile 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming “Walking, Moving, Loving Living”, il nuovo album di MAX FROM GABIN per Irma Records, dal quale è estratto il singolo in rotazione radiofonica “Loving Living”.

“Loving Living” è un brano le cui sonorità rievocano il sound raffinato dei Gabin (con un richiamo particolare all’uso del pianoforte), ma presentano un arrangiamento dal carattere più elettronico e moderno. Nell’inciso, Max esegue un trascinante riff vocale cantando le parole “Walking-Moving-Loving-Living”, il mantra che dà il titolo all’intero album.

“Walking, Moving, Loving Living” è un album che rappresenta un viaggio sonoro poliedrico in cui Max fonde la sua essenza di bassista con una produzione elettronica moderna e sofisticata. Il disco si apre con sonorità che omaggiano il sound dei Gabin, caratterizzate da un pianoforte evocativo che si intreccia a un arrangiamento contemporaneo, definendo fin da subito l’identità dell’opera attraverso il riff vocale della title track. In ogni traccia emerge prepotentemente il ruolo del basso, strumento che guida l’ascoltatore attraverso atmosfere che ricordano viaggi on the road californiani o raffinati club grazie a contaminazioni Funk, Acid Jazz e Soul. La struttura del disco alterna con fluidità momenti di pura energia New Disco a ballate pop in 6/8 dal forte impatto emotivo, senza disdegnare esperimenti ritmici audaci come l’uso della cassa dritta su tempi in 3/4 o suggestioni Electro Bossa. Max arricchisce il progetto collaborando con voci storiche come Mia Cooper e talenti emergenti come Marta o Angelo De Bonis, esplorando temi che spaziano dalla forza interiore e l’accettazione di sé fino alla spiritualità della reincarnazione e a intimi ricordi personali trascorsi nella natura. Nonostante le sfumature fusion anni ’80 e i richiami rétro, l’uso sapiente di tastiere elettroniche e batterie sintetiche attualizza costantemente il sound; inoltre, l’uso del basso elettrico in molti brani, che culmina nell’assolo di “Play that damn Bass Max!”, celebra la vera anima dell’artista.

Spiega l’artista a proposito del nuovo album: “Dopo il grande successo internazionale ottenuto con il progetto Gabin e le collaborazioni con artisti come Dee Dee Bridgewater, Edwyn Collins, China Moses, Chris Cornell, Flora Purim e Gary Go, e dopo aver visto le nostre canzoni diventare colonne sonore per film e serie come Monster In Law, Fantastic Four, Ugly Betty, Sex Drive, Notes From The Underbelly, The Fast and the Furious: Tokyo Drift, Modern Men e The Umbrella Academy, ho sentito il bisogno di riprendere un percorso interrotto troppo presto. Anche dopo lo scioglimento del gruppo, il catalogo Gabin ha continuato a vivere tra streaming e sincronizzazioni e, mentre ero in America a registrare nuova musica, l’ennesima richiesta per il film Black Bag (regia di Steven Soderbergh con Michael Fassbender e Cate Blanchett) mi ha fatto capire che era il momento di tornare. Così nasce Max from Gabin: per dare continuità a quella storia aprendo un nuovo capitolo. In questo album non mi sono posto limiti di genere: ho semplicemente creato la musica che avrei voluto ascoltare, con la stessa libertà e curiosità che hanno sempre guidato il mio lavoro.”

TRACK-LIST:

LOVING LIVING

INTO MIDNIGHT (feat. Phantoman)

AROUND (feat. Marta)

MAKE UP (feat. Mia Cooper)

I GUESS (feat. Phantoman & Mia Cooper)

AFRAID OF THE DARK (feat. Mia Cooper)

MY LOVE (feat. Diana Winter)

UNIVERSE’S LOVERS (feat. Marta)

RED AND BLUE DRAGONFLY (feat. Angelo De Bonis)

TAKE ME AWAY (feat. Angelo De Bonis)

BANGING JUST LIKE A DYNAMITE (feat. Armando Muro)

PLAY THAT DAMN BASS MAX!

BIOGRAFIA | MAX from GABIN

Nel nuovo progetto di MAX from GABIN, al secolo Max Bottini, rimane intatta la radice lounge e soul clubbing, tanto cara ai GABIN, ma con atmosfere decisamente più attuali e moderne.

Nel mondo di MAX c’è sempre stata la grande passione per il jazz, ma anche quel desiderio di sperimentare e contaminare; ed è così che nascono le collaborazioni con il Bluesman Roberto Ciotti, con Ginger Baker (Cream), con Billy Cobham e Enrico Rava, con Roberto Gatto. Con quest’ultimo collabora alla pubblicazione di due album, il primo dei quali con la partecipazione del chitarrista di Miles Davis John Scofield.

Una pausa in Olanda, in cui affronta anche delle produzioni pop e dance, rivela la sua grande capacità di produttore che metterà a frutto alle soglie del 2000 quando incontra il DJ Filippo Clary; è con lui che crea e produce i GABIN.

Pubblicato con la Virgin Music Italy, il primo album, che includeva la hit internazionale “Doo uap, doo uap”, è stato pubblicato in 35 paesi e alla fine del 2001 conquistò il mercato americano attraverso la leggendaria etichetta Astralwerks.

Dopo tre anni di immenso successo mondiale, nel 2004, i GABIN mettono a segno il loro secondo colpo con “Mr Freedom”, con la collaborazione di grandi artisti internazionali quali Dee Dee Bridgewater, Edwyn Collins e China Moses. Il successo di questo secondo disco contagia anche il cinema e la televisione, i singoli contenuti diventano colonne sonore per film e serie tv e nuove frontiere.

“Third and double” segna il confine nel 2010: il terzo album dei GABIN è infatti un doppio cd, uno ciascuno, una scelta produttiva che introduce l’esigenza per Max Bottini di lasciare la band e affrontare un nuovo percorso artistico.

Si trasferisce negli Stati Uniti dove decide di iniziare la sua carriera come compositore di musica per film e TV e avviare nello stesso tempo un nuovo progetto musicale: MAX from GABIN.

L’esigenza, espressa chiaramente anche nel nome, non è quella di gettare via, ma, al contrario, di conservare l’eredità musicale dei GABIN, alimentandola attraverso la sua insaziabile voglia di contaminazione, spingendosi oltre.

Nel 2017 pubblica “Keep on driving”, con la collaborazione di Mia Cooper, un album creato ad hoc per il mercato americano delle sincronizzazioni.

In questi anni MAX ha capitalizzato una grande esperienza come produttore, songwriter e compositore, mettendo a punto un’alchimia di suoni e stili di grande efficacia e originalità.

Tornato recentemente in Italia inizia a registrare un nuovo album di prossima pubblicazione e ricostruisce qui la sua Band per puntare sui concerti, ritrovando il contatto più diretto ed efficace con l’enorme pubblico che è rimasto legato a quel mondo. È in allestimento un nuovo Tour e sarà uno spettacolo che saprà evocare, in giusta misura, le atmosfere del suo passato storico ed esprimere, con energia, il nuovo ed affascinante mondo musicale di MAX from GABIN.

“Walking, Moving, Loving, Living” è il nuovo album di Max from Gabin per Irma Records disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 24 aprile 2026 dal quale è estratto il singolo in rotazione radiofonica “Loving Living”.

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