Attualità
QUEI BRAVI RAGAZZI FAMILY: ANCORA VITE SPEZZATE IN CARCERE
Ancora una vita spezzata in carcere: il dolore delle famiglie e la necessità di rafforzare ascolto, prevenzione e percorsi educativi
Redazione- Secondo quanto riportato nelle notizie di stampa del 17 aprile 2026, nella giornata di giovedì 16 aprile un uomo di 34 anni è stato trovato senza vita nella propria cella all’interno del carcere di Busto Arsizio. La vicenda, così come riferita dagli organi di informazione, riporta ancora una volta l’attenzione pubblica su un tema di estrema delicatezza umana e sociale, che impone riflessione, responsabilità e rispetto. (Fanpage)
In queste ore, la Presidente dell’Associazione Quei Bravi Ragazzi Family, Nadia Di Rocco, è stata contattata da diverse famiglie di detenuti che hanno chiesto sostegno, ascolto e vicinanza di fronte a un dolore che attraversa non solo chi vive la detenzione, ma anche chi resta fuori, in attesa, spesso sospeso tra paura, impotenza e sofferenza. Insieme alla Dott.ssa Assunta Di Basilico, educatrice, pedagogista e psicologa, agli avvocati e al team dell’Associazione, sono state avviate riflessioni attente sul ripetersi dei suicidi in carcere, nella consapevolezza che ogni episodio richiede sempre grande prudenza, rispetto per i fatti e profondità di analisi.
Il tema non può essere affrontato con superficialità. Ogni morte in carcere interpella la coscienza collettiva e richiama l’esigenza di interrogarsi sul senso della pena, sulla tutela della dignità della persona e sulla capacità concreta di accompagnare il detenuto in un percorso di contenimento, responsabilizzazione e possibile reinserimento. La stessa cornice costituzionale italiana afferma che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Come evidenziato anche dal Ministero della Giustizia, il programma di trattamento penitenziario consiste nell’insieme degli interventi rieducativi proposti nel corso dell’esecuzione della pena, orientati a un reinserimento idoneo e costruiti attraverso osservazione e progettualità trattamentale. E il Garante nazionale, nel report pubblicato il 4 marzo 2026 sui decessi in carcere riferiti al 2025, richiama esplicitamente la necessità di un’attenzione costante alla persona e alle sue fragilità.
La Dott.ssa Assunta Di Basilico sottolinea che, nella riflessione pubblica, manca troppo spesso una base fondamentale: il progetto educativo-pedagogico, costruito con continuità e competenza, e coadiuvato dalla figura del pedagogista, capace di dare direzione, contenimento e significato al percorso del detenuto. Non tutto il disagio, infatti, deve essere letto esclusivamente in chiave clinica. Quando vi sono condizioni patologiche, il supporto psicologico e sanitario è naturalmente essenziale; ma in molti altri casi è altrettanto necessario un lavoro educativo profondo, stabile e quotidiano, capace di aiutare la persona a rientrare nella regola, nel limite, nella responsabilità e nella relazione.
Secondo questa visione, il detenuto non dovrebbe essere lasciato soltanto a una gestione formale del tempo detentivo, ma accompagnato dentro percorsi rieducativi specifici, fondati sull’ascolto di accoglienza, sulla lettura del disagio emotivo, sulla ricostruzione della capacità relazionale e sull’apprendimento graduale del rispetto delle regole. Un percorso professionale dovrebbe prevedere spazi di parola, orientamento pedagogico, attività espressive e laboratori che aiutino la persona a ritrovare ordine interiore, competenze relazionali e senso del limite.
In tale prospettiva, anche i percorsi artistici, espressivi e relazionali possono assumere un valore importante: non come semplice intrattenimento, ma come strumenti educativi che favoriscono disciplina, ascolto, riconoscimento delle emozioni, espressione non distruttiva del dolore e rielaborazione della propria storia. L’arte, la musica, la scrittura, il teatro e i laboratori guidati possono diventare occasioni concrete per rieducare alla regola, alla convivenza, alla relazione e alla responsabilità.
Un suicidio, quando si verifica, rimanda sempre a una condizione di profondo malessere, che può intrecciare disperazione, isolamento, senso di incomprensione, solitudine interiore, fragilità emotiva e perdita di prospettiva. Proprio per questo, il tema non può essere ridotto a una sola lettura, ma richiede una rete attenta, competente e umanamente presente, capace di cogliere i segnali del crollo prima che sia troppo tardi. Anche il Garante nazionale, nel presentare i dati sui decessi del 2025, sottolinea che il fenomeno dei suicidi in carcere tocca aspetti profondi dell’animo umano e richiede attenzione costante verso la persona e le sue fragilità.
L’Associazione Quei Bravi Ragazzi Family, per voce della sua Presidente Nadia Di Rocco, insieme alla Dott.ssa Assunta Di Basilico e al team legale e professionale dell’Associazione, rinnova dunque una riflessione che nasce dall’ascolto delle famiglie e dalla sensibilità verso i diritti umani: il carcere non può perdere la sua funzione di contenimento e legalità, ma non dovrebbe neppure smarrire la propria finalità educativa, rieducativa e umana. Quando manca un progetto capace di accompagnare davvero la persona, il disagio rischia di aggravarsi nel silenzio.
Di fronte a fatti tanto gravi e dolorosi, occorre riaffermare una cultura della pena che unisca alla necessaria fermezza il senso della responsabilità, l’ascolto del disagio, la prevenzione e la presenza di percorsi educativi solidi. Perché ogni vita che si spegne non è mai un fatto che riguarda solo qualcuno: interpella le istituzioni, gli operatori, le famiglie e la società intera, chiedendo a tutti di non arretrare nell’indifferenza.
Associazione Quei Bravi Ragazzi Family
Con la Presidente Nadia Di Rocco
e la Dott.ssa Assunta Di Basilico
Educatrice, Pedagogista, Psicologa
Politica
SALUTE MENTALE E POLITICA: CRESCE IL DIBATTITO SUL 25° EMENDAMENTO PER TRUMP
Redazione- “Si tratta di assoluta follia. Come può una persona stabile mentalmente minacciare di cancellare un’intera civilizzazione… e ciò conferma l’esistenza di una seria instabilità mentale”. Queste le parole accusatorie di Marjorie Taylor Green, ex deputata repubblicana della Georgia, e fino a pochi mesi fa fedelissima e grande sostenitrice di Donald Trump. La Greene ha continuato che data la condizione mentale del presidente Usa bisogna fare ricorso al 25esimo emendamento.
Secondo la Costituzione, se il presidente non è capace di svolgere i suoi compiti bisogna rimuoverlo. Il 25esimo emendamento stabilisce che il presidente può essere rimosso se considerato incapace dal vicepresidente e dalla maggioranza del suo Cabinet. Durante il primo mandato di Trump il suo vice si rifiutò di invocare il 25esimo emendamento per le azioni del suo capo nell’insurrezione del 6 gennaio 2021. Pence in effetti ha seguito l’esempio di altri tre vicepresidenti che si rifiutarono di rimuovere il loro capo. Dopo essere stato colpito da un’arma da fuoco nel 1881 l’allora presidente James Garfield visse parecchi mesi a letto soffrendo in delirio, morendo pochi mesi dopo. Nel 1901 anche il presidente William McKinley rimase a letto per otto giorni dopo avere subito anche lui un tentativo di omicidio. Nel 1919 il presidente Woodrow Wilson subì un ictus debilitante che lo rese incapace mentalmente. In nessuno di questi casi ci furono azioni del vicepresidente per forzare la situazione e prendere il comando. Nemmeno nella situazione attuale il vicepresidente J.D. Vance agirebbe per invocare il 25esimo emendamento nonostante il fatto che le voci continuano ad alzarsi per preoccuparsi dell’incapacità mentale di Trump.
Al di là della Greene, il parlamentare democratico Jamie Raskin dello Stato del Maryland, ha introdotto un disegno di legge che aprirebbe le porte al 25esimo emendamento e la rimozione del presidente. Raskin e altri 50 parlamentari hanno proposto la formazione di una commissione di 17 membri per indagare se Trump è adeguato a svolgere i suoi compiti di presidente. In caso negativo la commissione passerebbe la palla al vice presidente J. D. Vance di determinare se la maggioranza del Cabinet è d’accordo. I legislatori repubblicani non sembrano interessati ma altri luminari con legami a Trump e al Partito Repubblicano hanno espresso il loro scetticismo sulle capacità mentali del presidente. Ty Cobb, ex legale di Trump alla Casa Bianca, aveva confermato al giornalista Jim Acosta che il presidente era “certamente malato di mente”. Stephanie Grisham, ex portavoce della Casa Bianca, ha detto recentemente che il presidente “ovviamente non sta bene”. Altri individui di spicco nella stratosfera di destra come Tucker Carlson, Alex Jones, Candace Owens hanno espresso le loro riserve. Jones ha anche invocato il 25esimo emendamento.
Trump spesso ci ricorda di avere superato brillantemente test psicologici che servono come screening di base per determinare decadimenti cognitivi lievi come memoria, attenzione, linguaggio e orientamento. I buoni risultati pubblicati da Trump suggeriscono che non ci siano segnali evidenti di deficit cognitivi. Non dimostrano eccellenza mentale né superiorità cognitiva come Trump spesso sostiene. Determinare però la sua salute mentale richiederebbe accertamenti precisi da esperti in psichiatria. Alcuni professionisti hanno azzardato giudizi preliminari sottolineando il suo narcisismo marcato, la sua impulsività, la bassa tolleranza di critiche e una tendenza alla distorsione della realtà. Il suo messaggio che cancellerebbe un’intera nazione dalla faccia della terra ha ovviamente causato preoccupazioni perché il presidente Usa ha notevoli poteri che in politica estera non sono stati giudicati legalmente. In politica interna i magistrati hanno imposto alcuni guardrail ma in grande misura lui è andato oltre le righe governando quasi come un leader autoritario.
I suoi poteri però non sono infiniti e la sua condizione di salute ha iniziato a interessare i media come era avvenuto con l’ex presidente Joe Biden che negli ultimi mesi diede chiari segnali di avere rallentato mentalmente e fisicamente. Alla fine, dopo considerevoli ripensamenti, Biden decise di abbandonare la corsa alla presidenza. Trump però non ha nessuna intenzione di lasciare, incapace di ammettere alcuna sconfitta. Da non dimenticare che continua e ripetere che vinse l’elezione presidenziale del 2020 e continua a cercare prove per dimostrarlo. Sarebbe questo un sintomo di malattia mentale perché conferma la sua incapacità di accettare la realtà?
La probabilità di rimuovere Trump dalla sua carica mediante il 25esimo emendamento è remota ma il fatto che la richiesta non sia stata sollevata solo da democratici ci evidenzia la seria preoccupazione. Ci vorrebbero parlamentari repubblicani che votassero in maniera bipartisan com’è successo nel caso del voto per il rilascio dei file di Epstein. Sul 25esimo emendamento ciò appare improbabile. Va ricordato che Trump nel suo primo mandato subì due impeachment ma poi il Senato non riuscì a ottenere i 60 voti necessari per condannarlo. Un altro impeachment appare avere più chance del 25esimo emendamento dopo le elezioni di midterm che tutti gli analisti vedono sempre più come una vittoria democratica.
=============
Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.
Politica
IL RUGGITO DEL LEONE: IL PAPA ROMPE IL SILENZIO E TRAVOLGE IL TYCOON
Redazione- Per quanto tempo il mondo ha atteso? Cattolici, cristiani, fedeli di ogni credo e anime laiche si ponevano la stessa, angosciante domanda, osservando un Papa Leone rimasto troppo a lungo in ombra. Lo vedevano silente, quasi distaccato, arroccato in una neutralità che somigliava alla lontananza, mentre i venti di guerra infiammavano i nostri confini.
Ma ogni silenzio ha un limite.
È servita la follia cieca di un Tycoon, il delirio di chi minacciava di “riportare l’Iran all’età della pietra”, per risvegliare il gigante. In quell’istante, Papa Leone è sceso in strada. Si è spogliato della sua Veste Bianca distaccata, per mostrare la criniera maestosa di un predatore della pace. Non più solo un pontefice, ma un giovane leone pronto all’assalto.
È bastata una sola frase, tagliente come una spada: “Non è accettabile”.
Tre parole che hanno fatto tremare il suolo sotto i piedi dell’uomo più potente del pianeta. Il Presidente degli Stati Uniti ha incassato il colpo nel silenzio, per poi reagire con la scomposta debolezza di chi sa di aver perso il comando. Lo abbiamo visto tutti: insulti sterili, attacchi confusi, il rantolo di un potere che si sgretola di fronte alla verità.
Il risultato? Il Leone ha divorato la “bionda criniera” dell’avversario. È bastato sussurrare al mondo un fermo “Non mi fai paura” per spogliare il re del mondo di ogni sua autorità, lasciandolo nudo e tremante davanti alla storia.
Il Leone ha finalmente ruggito. È tornato a rivendicare il trono che la natura e lo spirito santo gli hanno assegnato.
Il RE DELLA FORESTA
Politica
UE, ALBERTO BAGNAI (RESP. ECONOMIA LEGA): “SE ASPETTA RECESSIONE PER SOSPENDERE PATTO STABILITA’, UE CONFESSA PROPRIO FALLIMENTO”
Redazione- “Nel momento in cui dichiara che le occorre l’evidenza di una grave recessione per consentire agli Stati di intervenire, l’Unione Europea confessa, senza neanche rendersene conto, il proprio fallimento. È veramente difficile capire il senso di regole economiche come quelle del Patto di stabilità che dichiaratamente impediscono la prevenzione di gravi crisi. L’Europa che tanto parla di competitività vuole raggiungerla impedendoci di tutelare le nostre aziende in pieno shock di offerta? È facile prevedere che questo approccio non funzionerà”,
si legge in una nota del Responsabile Economia della Lega, On. Alberto Bagnai.
-
Sport1 mese faPRESENTATO NELLA CLUB HOUSE DELL’ISWEB AVEZZANO RUGBY IL TEST MATCH TRA ITALIA XV E CILE
-
Sport1 mese faVITTORIA DI CARATTERE E GRINTA PER L’ISWEB AVEZZANO RUGBY: AL TROMBETTA SCONFITTO IL VERONA PER 16-10
-
Salute2 giorni faCOLESTEROLO ALTO: L’IMPORTANZA DI SEGUIRE UN’ALIMENTAZIONE EQUILIBRATA. NE PARLIAMO CON LA DOTT.SSA MARIA GRAZIA CARBONELLI, DIRETTORE DI DIETOLOGIA OSPEDALE SAN CAMILLO DI ROMA E VICE SEGRETARIO ADI (ASSOCIAZIONE DIETETICA E NUTRIZIONE CLINICA )
-
Attualità1 mese fa8 MARZO – COSTANZO (UGL BASILICATA): “BASTA RETORICA, SERVONO LAVORO, DIRITTI E PARI OPPORTUNITÀ REALI PER LE DONNE”
-
Salute1 mese faNEURODIVERGENZA – DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE/IPERATTIVITÀ (ADHD) NEI BAMBINI: COMPRENDERLA E AFFRONTARLA. L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE
-
Attualità1 mese faFRANCESCO MACRÌ | CYBERSICUREZZA NAZIONALE
-
Tradimenti e Confessioni1 settimana faANDARE CON ALTRE DONNE NON È TRADIMENTO ! | TRADIMENTI E CONFESSIONI DI ALESSANDRA HROPICH
-
Attualità1 mese faIL REFERENDUM SULLA CI AL VOTO IN CALIFORNIA: TRA FIDUCIA ELETTORALE E RISCHIO ESCLUSIONE
