Cultura
SOVRINTENDENZA CAPITOLINA AI BENI CULTURALI, APPUNTAMENTI DAL 24 AL 30 APRILE 2026
Redazione- L’agenda culturale romana si arricchisce anche questa settimana di nuove attività, promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Il programma spazia tra le presentazioni editoriali di Libri al Museo, le iniziative per la Festa della Resistenza e gli approfondimenti sulle collezioni della Galleria d’Arte Moderna, includendo inoltre passeggiate archeologiche, gli spettacoli astronomici al Planetario e tante altre proposte tra arte, storia e cura del patrimonio. Ecco alcuni degli appuntamenti in calendario dal 24 al 30 aprile.
Al Museo di Roma a Palazzo Braschi torna la rassegna Libri al Museo, ciclo di presentazioni editoriali sul mondo dell’arte. Venerdì 24 aprile, alle 17.00, Ruggero Longo presenta il volume Lo scrigno di re Ruggero. La Cappella Palatina di Palermo e le sue funzioni. Attraverso una rilettura delle fonti storiche incrociata con l’analisi degli apparati decorativi, l’autore rivela le iconologie e i significati del monumento palatino, massima espressione del sincretismo culturale inaugurato da Ruggero II nella Sicilia del XII secolo. Tra immagini, documenti e narrazioni, l’incontro approfondisce le dinamiche del cantiere normanno, restituendo alla Cappella la sua dimensione mediterranea come laboratorio di relazioni tra maestranze di diverse tradizioni estetiche. Intervengono Ilaria Miarelli Mariani (Sovrintendenza Capitolina), Xavier Barral i Altet (Institut National d’Histoire de l’Art-INHA, Paris) e Alessandro Taddei (Sapienza Università di Roma). Ingresso libero in Sala Tenerani fino a esaurimento posti.
Giovedì 30 aprile, sempre alle 17.00, la rassegna si sposta al Museo Napoleonico per la presentazione del libro di Marcello Dinacci, Iconopolitica. La battaglia delle immagini nelle rivoluzioni d’Italia (1789-1800). Il volume indaga il ruolo delle immagini a stampa come strumento di persuasione e propaganda politica alla fine del XVIII secolo, dalla Rivoluzione francese alle campagne napoleoniche fino alle prime esperienze rivoluzionarie e repubblicane. Con Ilaria Miarelli Mariani, Marina Formica (Università degli studi di Roma Tor Vergata) e Marco Pupillo (Sovrintendenza Capitolina). Ingresso libero fino a esaurimento posti. www.museodiroma.it
Il fine settimana prosegue al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina con due iniziative in occasione della Festa della Resistenza. Sabato 25 aprile (ore 16.00) l’itinerario Tra Resistenza e Liberazione approfondirà la memoria della Repubblica Romana vissuta e rievocata durante il periodo della lotta clandestina, a partire dai cimeli custoditi a Porta San Pancrazio. Il programma prosegue domenica 26 aprile (ore 11.00) con la visita Verso l’80° della Repubblica Italiana: dalla democrazia del 1849 alla Costituente del 1946. Attraversando il Parco degli Eroi al Gianicolo, il percorso rifletterà sui valori che i Costituenti del 1946 ereditarono dall’esperienza del 1849. www.museiincomuneroma.it/it/mostra-evento/festa-della-resistenza
Sempre al Museo di Roma a Palazzo Braschi, per il ciclo Roma Racconta…, martedì 28 aprile (ore 16.30) si terrà la conferenza Costruire un museo della/con la comunità. L’esperienza di Canale Monterano a cura di Silvia Cecchini (Università degli Studi Roma Tre), un approfondimento sul modello dell’ecomuseo come laboratorio sperimentale e partecipato.
Lo stesso martedì 28 aprile (ore 17.00), a conclusione del ciclo Incontriamoci alla GAM. Appuntamenti intorno alla mostra GAM 100, la Galleria d’Arte Moderna di via Crispi ospita la conferenza di Assunta Porciani (Archivio Biblioteca della Quadriennale) dal titolo Le Quadriennali negli anni del Governatorato. L’incontro approfondisce le prime edizioni delle Quadriennali d’arte tenutesi tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento al Palazzo delle Esposizioni di Roma: vero fulcro del sistema espositivo nazionale, le Quadriennali d’arte hanno rappresentato un momento fondamentale per la storia della Galleria capitolina che, grazie alle ingenti somme stanziate dal Governatorato, si arricchì in quegli anni di capolavori di eccezionale importanza (ingresso libero fino a esaurimento posti). www.galleriaartemodernaroma.it/it/mostra-evento/le-quadriennali-negli-anni-del-governatorato
Alla Casa del Cinema, il ciclo di proiezioni legato alla mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis (allestita al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese fino al 6 settembre) esplora ancora il tema del Viaggio. Mercoledì 29 aprile, alle 20.00, sarà proiettato Taxi Teheran di Jafar Panahi (Iran, 2015), vincitore dell’Orso d’oro a Berlino. Il taxi, guidato dallo stesso regista, raccoglie le confidenze dei passeggeri in un gioco di specchi tra realtà e finzione, restituendo un ritratto delle tensioni sociali di un Paese che si confronta con i limiti alla libertà d’espressione. Biglietti acquistabili in biglietteria (largo Marcello Mastroianni 1) oppure online su www.casadelcinema.it o www.boxol.it/casadelcinema.
Roma, la tua guida culturale – il programma di visite, incontri e formazione – prosegue con un ampio ventaglio di iniziative.
Il calendario di aMICi (attività gratuite riservate ai possessori di Roma MIC Card) apre venerdì 24 aprile, alle 10.30, con una visita con interprete LIS al Foro di Cesare e al Foro di Traiano, per illustrare l’evoluzione dell’area urbana dei Fori Imperiali dall’antichità ai giorni d’oggi. L’appuntamento è alla biglietteria dell’area archeologica, in piazza Madonna di Loreto (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 20 partecipanti).
L’offerta raddoppia martedì 28 aprile. Alle 11.30, al Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, la visita con interprete LIS Dante e Canonica: versi in scultura esplora alcune delle opere più affascinanti dello scultore in dialogo con l’immaginario dantesco (prenotazione consigliata allo 060608, massimo 15 partecipanti: www.museocanonica.it/it/didattica/amici-dante-e-canonica-versi-scultura-0). Nel pomeriggio, alle 17.00, l’appuntamento è al Museo dell’Ara Pacis per approfondire la storia e i significati simbolici del fregio vegetale scolpito sul recinto del monumento augusteo (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 15 partecipanti: www.arapacis.it/it/didattica/amici-natura-di-marmo-il-fregio-vegetale-dell-ara-pacis).
Mercoledì 29 aprile alle 15.30, al Museo di Scultura antica Giovanni Barracco, è prevista la visita con interprete LIS Il dio del mare venuto dal fiume: il Nettuno di Lione, dedicata alla grande statua bronzea dalla Gallia romana prestito eccezionale dal Museo Lugdunum-Musée et Théâtres romains di Lione (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 25 partecipanti).
www.museobarracco.it/it/didattica/amici-il-dio-del-mare-venuto-dal-fiume-il-nettuno-di-lione-3
Nella stessa mattinata di mercoledì 29 aprile (ore 11.45), nell’ambito di Archeologia in Comune, è in programma una visita con interprete LIS al cantiere di scavo della Biblioteca Occidentale del Foro di Traiano, ambiente a ridosso della Basilica Ulpia attualmente oggetto di restauro e valorizzazione. Appuntamento all’ingresso dell’area archeologica, accanto alla Colonna Traiana (attività non adatta a persone con difficoltà motorie; prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 10 partecipanti).
www.sovraintendenzaroma.it/content/cantieri-ai-fori-la-biblioteca-del-foro-di-traiano-10)
Al Planetario di Roma proseguono gli spettacoli a tema astronomico. Per il pubblico adulto: From Earth to the Universe (in inglese – venerdì 24, martedì 28 e giovedì 30 aprile alle 16.00); Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager (venerdì 24 e martedì 28 aprile alle 17.00; sabato 25 aprile alle 10.00; mercoledì 29 aprile alle 18.00); Space Opera (venerdì 24 e giovedì 30 aprile alle 18.00; domenica 26 aprile alle 10.00; mercoledì 29 aprile alle 17.00); Ritorno alle Stelle (sabato 25 e domenica 26 aprile alle 11.00; martedì 28 aprile alle 18.00; mercoledì 29 aprile alle 16.00; giovedì 30 aprile alle 17.00); La notte stellata (sabato 25 aprile alle 16.00); Crociera nel cosmo (sabato 25 aprile alle 17.00); La magia dell’aurora boreale (sabato 25 aprile alle 18.00; domenica 26 aprile alle 17.00); Ecologia cosmica: figli delle stelle, custodi della Terra (domenica 26 aprile alle 16.00); Quando cadono le stelle (domenica 26 aprile alle 18.00). Per i più piccoli, sabato 25 e domenica 26 aprile (alle 12.00), torna lo spettacolo giocoso e interattivo Girotondo tra i Pianeti.
Acquisto biglietti online su https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/tour/trova-il-tuo-spazio-planetario-roma/2998 – www.planetarioroma.it.
Il programma potrebbe subire variazioni. Per tutti gli eventi, visite e incontri, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). Modalità di accesso e tariffe su www.museiincomuneroma.it; www.sovraintendenzaroma.it
Cultura
L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA: PALAZZO CICCOZZI RIAPRE CON SPAGNUOLO, “STIAMO CRESCENDO, ABBIAMO RIDATO VITA A PEZZO IMPORTANTE DELLA CITTÀ”
DOMENICA 26 APRILE, IN OCCASIONE DI “PALAZZI APERTI”, A SPAZIO INDIPENDENZA TORNANO LE OPERE DEL PITTORE E SCULTORE IRPINO;
AVANTI CON INIZIATIVE HUB FORMAZIONE E INNOVAZIONE DEL GRUPPO ABIVET DI ROMA, PRESIDENTE ALBANO: “GRANDE E MERITATO INTERESSE, CONTINUANO EVENTI MENSILI”
Redazione – Riaprono le porte delle dimore storiche e all’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, Palazzo Ciccozzi torna ad ospitare il cantiere artistico del pittore e scultore irpino Generoso Spagnuolo.
In occasione di “Palazzi Aperti”, la mostra sarà visitabile domenica 26 aprile, dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30, su iniziativa di Spazio Indipendenza, hub per la formazione e l’innovazione, società del gruppo Abivet di Roma, di cui è presidente Maurizio Albano. Una realtà sbarcata all’Aquila per dare un contributo culturale valorizzando, con numerosi eventi, il palazzo acquistato negli anni scorsi, in via Indipendenza, nei pressi di piazza Duomo.
“Stiamo crescendo in numeri e obiettivi e in poco tempo abbiamo ridato nuova vita a un altro importante pezzo della città – spiega Maurizio Albano – Accogliamo con ancora maggiore entusiasmo le opere di Spagnuolo che ci ha già affidato la sua produzione che ha riscosso grande e meritato interesse”.
Le opere di Spagnuolo, in esposizione dallo scorso 29 marzo, sono frutto di una intensa attività di ricerca e sperimentazione, elementi che si rintracciano nelle tele che esaltano i misteri cosmici, lo spazio-tempo, la forza di gravità, i buchi neri.
Per lo stesso artista si tratta di “una ricerca molto personale, di difficile collocazione all’interno di quelle che sono le varie correnti. Ad ispirarmi sono comunque il mistero che custodisce l’archeologia e il cosmo, di cui sono appassionato studioso”.
A fare da cornice, ancora una volta, il settecentesco Palazzo Ciccozzi, sempre più laboratorio culturale e artistico della città.
“Continueremo a promuovere queste iniziative ogni mese, con artisti e protagonisti del mondo della cultura, aprendo le porte del Palazzo a tutta la città e richiamando visitatori e turisti da fuori, offrendo il nostro contributo alla ricostruzione del tessuto sociale della Capitale della Cultura”, conclude.
Cultura
USCITO IL NUMERO DI PRIMAVERA DELLA RIVISTA “D’ABRUZZO”
È dedicato a L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026
Redazione – È uscito il numero 153 della rivista trimestrale “D’Abruzzo” Turismo Cultura e Ambiente – Primavera 2026, disponibile nelle edicole della regione e acquistabile online sul sito www.dabruzzo.it dell’editore Menabò e in versione epub su Amazon. Numero che ospita un servizio Speciale di 16 pagine dedicato a L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, aperta dal testo di Pierluigi Biondi, Sindaco dell’Aquila, i contributi di Lucia Arbace e Federica Zalabra, entrambi sul ritorno al Castello cinquecentesco, dopo i restauri dai gravi danni inferti dal sisma 2009, delle esposizioni del Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA), e un avvincente Itinerario di rinascita di Massimo Alesii tra alcune meraviglie monumentali e architettoniche dell’Aquila e nel magnifico borgo di Fontecchio, uno dei castelli fondatori della città.
Nella sezione Mostre l’articolo di Alessandro Gabriele sull’esposizione di Michelangelo Pistoletto a Pescara e a commento il contributo di Francesca Rapini; nella sezione Itinerari e Natura l’articolo di Angela Ciano “Ippovia del Gran Sasso”, un viaggio a cavallo che racconta la rinascita dell’Abruzzo, “Il monte Salviano” di Franco Persia sulla particolare e ricca biodiversità della Riserva naturale marsicana e “Il canto dell’ululone” di Carlo D’Aurizio. E ancora “La zanna del Mammuth torna a casa” di Americo Orlando, “Vivere nella tradizione” di Deborah Ferrante sull’attività casearia a Farindola. Nella sezione Personaggi il contributo di Pablo dell’Osa “Il neorealismo pittorico di Fulvio Muzi”, il contributo di Maria Cristina Ricciardi “Il linguaggio della visione” sull’artista Goffredo Civitarese, a 10 anni dalla scomparsa, e il contributo di Antonio Corrado “I viaggiatori lenti” alla riscoperta delle aree interne. Concludono il numero la rubrica Gastronomia a firma di Carla de Iuliis, Novità editoriali a cura di Viviana Farinelli e le News a cura di Francesca Rapini.
Per questo numero Speciale della rivista, dedicato a L’Aquila Capitale italiana della Cultura – come lo saranno anche i tre successivi del 2026 – il direttore Gaetano Basti ha chiesto a me di scrivere l’Editoriale. Una richiesta che ho accolto con piacere, anzi l’ho ritenuta un vero privilegio. Se può essere d’interesse, con l’assenso del direttore, invio qui il testo dell’Editoriale e l’immagine di copertina della rivista.
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EDITORIALE
L’Aquila è Capitale italiana della Cultura nel 2026. Non è un titolo che la trasforma: è uno specchio che la rivela. Poche città al mondo possono vantare un’origine così singolare. Fondata nel 1254 da una settantina di Castelli, ciascuno chiamato a edificare un quartiere al massimo della bellezza, L’Aquila nacque come progetto urbano armonico e non per aggregazioni casuali. Fu il primo atto di civiltà condivisa tra i suoi abitanti. Mai era successo nella storia dell’urbanesimo europeo. Un evento simile – fatte le debite proporzioni – sarebbe accaduto solo nel 1703 con la nascita di San Pietroburgo. Questa dunque la sua prima, irripetibile modernità.
Per tre secoli la città esercitò un ruolo rilevante – seconda città del regno dopo Napoli – forte dei suoi commerci europei della lana e dello zafferano, dell’originalità della sua governance civile e politica, del forte legame tra la Civitas nova e i Castelli fondatori nella reciprocità di diritti e doveri dei cittadini dentro e fuori le mura. Fino alla frattura del 1528, quando la rivolta contro i dominatori spagnoli provocò la più grave conseguenza, lo smembramento feudale della città demaniale, recidendo il cordone ombelicale con il Contado e l’inizio d’una lunga decadenza.
La storia dell’Aquila, però, è una continua sequela di resurrezioni, non solo dai disastrosi terremoti, ma anche dagli sconvolgimenti politici e dalle tragedie delle guerre. Come dopo la dittatura fascista e la seconda Guerra mondiale, per parlare dei tempi recenti. Con l’Italia della Repubblica, libera e democratica, nei suoi primi anni il Gruppo Artisti Aquilani ridà voce a una comunità che aveva fame di cultura, con una visione da cui genera l’inizio della fioritura delle istituzioni culturali che ancor oggi la distinguono: musica, teatro, cinema, arti visive, alta formazione. L’Aquila si è sempre caratterizzata come città con alto indice d’investimento in cultura, in rapporto agli abitanti un’eccellenza in Italia, non solo per fruizione, quanto soprattutto per creatività e produzione culturale. Non un ornamento, ma una vocazione autentica.
Oggi la vocazione si manifesta in un sistema culturale, scientifico e di alta formazione tra i più ricchi d’Italia: Società dei Concerti, Orchestra Sinfonica Abruzzese, Solisti Aquilani, Teatro Stabile d’Abruzzo, Istituto Cinematografico dell’Aquila con i suoi archivi, Università dell’Aquila, Conservatorio, Accademia di Belle Arti, la scuola speciale superiore Gran Sasso Science Institute, i Laboratori INFN, la Scuola della Guardia di Finanza, e una costellazione di Cori e associazioni culturali. L’Aquila non distribuisce cultura: la produce, la genera, la rinnova.
Accanto alla dimensione artistica, la città custodisce un patrimonio spirituale che la rende unica: la Perdonanza, il primo giubileo della cristianità concesso nel 1294 da Celestino V, riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Papa Francesco, in visita pastorale il 28 agosto 2022, definì L’Aquila “Capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace”. È un riconoscimento che non appartiene al passato, ma al destino stesso della città: un mandato morale di respiro universale.
C’è poi la città rinata dalle rovine del sisma del 2009. Oggi L’Aquila si presenta con una ricostruzione avanzata e luminosa: palazzi, chiese, monumenti, mura urbiche, piazze che tornano a splendere come uno dei centri storici più vasti e preziosi d’Italia. L’Aquila è davvero uno scrigno di meraviglie: una città che ha trasformato la ferita in forza, la tragedia in rinascita. C’è infine il suo straordinario contesto naturalistico e ambientale, con l’anfiteatro delle sue montagne.
Essere Capitale italiana della Cultura significa offrire al Paese e al mondo non un corposo calendario di eventi, oltre 300, ma un’esperienza vitale che intriga totalmente. Nel corso del 2026 L’Aquila propone ai visitatori un’accoglienza calorosa, insieme alla rivelazione della sua identità più profonda: la grazia delle sue architetture, la vitalità delle sue istituzioni culturali, la potenza dei suoi valori spirituali. Una città che non mostra ciò che ha organizzato, ma ciò che è. Una città che, ancora una volta, ha scelto di rinascere davanti agli occhi del mondo.
Goffredo Palmerini
Cultura
ZÈTEMA A ESSAOUIRA: AVVIATO UN DIALOGO PER FUTURE COLLABORAZIONI CULTURALI
Redazione- In occasione della quarta edizione della rassegna “La Dolce Vita à Mogador – Rencontres du Cinéma Italien”, organizzata dall’Associazione La Dolce Vita à Mogador, una delegazione di Zètema Progetto Cultura ha preso parte agli appuntamenti istituzionali in programma a Essaouira, rafforzando il dialogo tra realtà culturali italiane e marocchine.
Zètema, società di Roma Capitale, è impegnata nella progettazione e gestione di servizi culturali, con competenze consolidate nella valorizzazione del patrimonio, nella gestione di spazi museali e nell’organizzazione di attività ed eventi culturali.
Nel corso della visita, i rappresentanti di Zètema hanno incontrato le autorità locali e i principali attori del sistema culturale della città, condividendo esperienze e modelli di gestione e valorizzazione del patrimonio culturale.
Particolare attenzione è stata dedicata alla nuova Cité des Arts et de la Culture d’Essaouira, un progetto del valore complessivo di circa 350 milioni di dirham, una delle ultime opere firmate dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, destinato a configurarsi come una delle principali infrastrutture culturali del Paese.
Il complesso, situato all’ingresso della città su un’area di circa 4 ettari con affaccio sull’Atlantico, è concepito come un hub culturale integrato e multifunzionale. Il progetto prevede, tra le principali dotazioni, un anfiteatro coperto da circa 1.000 posti, una grande scena all’aperto con una capacità fino a 30.000 spettatori, un conservatorio musicale, una maison de la musique, spazi dedicati al libro, oltre a laboratori, aree espositive e una vasta esplanade destinata a eventi e manifestazioni.
La Cité des Arts è destinata a svolgere un ruolo strategico nel rafforzamento del posizionamento di Essaouira come polo culturale di rilievo internazionale e nel consolidamento del dialogo euromediterraneo, configurandosi come piattaforma per la produzione artistica, la formazione e la cooperazione culturale.
L’incontro ha rappresentato un primo passo concreto verso la definizione di possibili ambiti di collaborazione, con l’obiettivo di promuovere progetti congiunti nei settori della produzione culturale, della formazione e della gestione integrata degli spazi culturali.
La partecipazione di Zètema alla rassegna cinematografica si inserisce in un più ampio percorso di cooperazione internazionale, volto a favorire lo scambio di competenze e la costruzione di reti tra istituzioni culturali, nel segno del dialogo tra Italia e Marocco.
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